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Sinner, New York sì o no? Dopo i test a Torino il ginocchio deciderà se il numero uno sarà agli Us Open

Il numero uno ha ripreso ad allenarsi allo Sporting dopo le terapie al JMedical. Il viaggio negli Usa dipende dai controlli

Sinner, New York sì o no? Dopo i test a Torino il ginocchio deciderà se il numero uno sarà agli Us Open

Jannik Sinner è tornato in campo a Torino per capire se il ginocchio destro gli permetterà di giocare gli Us Open. Dopo le terapie al JMedical e il primo allenamento con la racchetta, gli ultimi controlli devono dare il via libera alla partenza per New York.

Sinner torna in campo dopo Wimbledon: ritmo e tenuta fisica da ritrovare prima dello Slam

Jannik Sinner ha rimesso alla prova il ginocchio destro sul campo del Circolo Stampa Sporting di Torino. L’allenamento serve soprattutto a verificare gli effetti delle cure effettuate nelle ultime settimane e a decidere se il numero uno del mondo potrà partire per New York, dove il tabellone principale degli Us Open scatterà domenica 30 agosto.

Il problema al ginocchio, indicato come una probabile infiammazione tendinea, è stato trattato dall’inizio di agosto anche con onde d’urto al JMedical. Sinner ha trascorso buona parte del mese a Torino, Ferragosto compreso. Dopo una giornata a Montecarlo per festeggiare domenica il suo 25esimo compleanno, è rientrato in Piemonte e ha ripreso a lavorare con la racchetta dopo quasi tre settimane. Le prime indicazioni arrivate dall’allenamento sarebbero moderatamente positive. Sinner avrebbe lasciato il campo con sensazioni discrete e il suo staff guarda con prudenza alla possibile trasferta americana. Il passaggio decisivo resta però quello medico. Dopo un nuovo controllo effettuato lunedì 17 agosto, il programma prevedeva altri consulti al JMedical nella mattinata di martedì 18.

Il team non vuole forzare i tempi. Sinner prenderà l’aereo soltanto se il ginocchio risponderà senza problemi e gli specialisti riterranno completato il recupero. Il precedente del Roland Garros, dove un malessere improvviso lo aveva condizionato nella sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo, ha aumentato la cautela nella gestione fisica. L’ultima partita ufficiale di Sinner risale al 12 luglio, quando ha battuto Alexander Zverev nella finale di Wimbledon e ha conquistato il suo secondo titolo consecutivo sull’erba londinese. Significa che, al momento della decisione su New York, l’azzurro è fermo dalle competizioni da poco più di cinque settimane.

Il cemento americano non rappresenta il problema principale. Sinner dovrà soprattutto recuperare ritmo partita, rapidità negli spostamenti e tenuta sulle lunghe distanze. Gli Us Open richiedono cinque set, temperature spesso elevate e un’umidità che può incidere sulla gestione degli incontri. Presentarsi con dubbi fisici significherebbe aumentare il rischio già dai primi turni. Anche il calendario concede poco margine. Se i controlli daranno esito positivo, la partenza per gli Stati Uniti potrebbe arrivare nel fine settimana, eventualmente dopo qualche altro giorno di preparazione a Montecarlo. A Flushing Meadows resterebbe così poco più di una settimana per adattarsi ai campi e ritrovare intensità.

I primi turni potrebbero essere quelli più complicati. Molti avversari arrivano a New York dopo aver già accumulato partite sul cemento nordamericano, mentre Sinner dovrebbe entrare nello Slam senza incontri ufficiali dopo Wimbledon. La decisione arriverà soltanto dopo gli ultimi riscontri sul ginocchio. Senza il cento per cento della condizione, il viaggio negli Stati Uniti non partirà.

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