Una lettera ufficiale inviata dall’amministratore delegato Barbara Berlusconi: il Milan ha risposto all’avviso pubblico (lanciato il 14 febbraio scorso dalla società Arexpo) per l’acquisizione delle aree di Expo 2015. Un passo in avanti verso la costruzione dello stadio di proprietà: un gioiello da non più di 50-55mila posti (tradotto: lo si farà su un numero minimo che consenta di ospitare possibili finali di Champions League), moderno quanto e più dello Juventus Stadium e ovviamente provvisto di un centro commerciale, negozi, ristoranti, store e quanto più serva alla gente per ‘vivere’ l’impianto e al Milan per fare un business che lo renda più forte e competitivo a livello europeo. Attenzione però: la mossa del club rossonero, come spiegava Affari nelle scorse settimane, non è ancora decisiva. Si trattava di un passaggio burocratico e il Milan ha risposto presente, dimostrando che continua a percorrere seriamente questa strada. I passaggi vincolanti su cui non si potrà tornare indietro saranno però più avanti nel tempo, probabilmente dopo l’estate. Resta dunque ancora in auge l’ipotesi di puntare forte su un progetto San Siro (che verrà rimodernato in vista della finale di Champions del 2016, avrà finalmente la fermata della metropolitana e, ovviamente, in quel caso si punterebbe anche ad acquisire l’area adiacente). I consulenti finanziari rossonero stanno vagliando tutti i costi e benefici delle due operazioni. Certo, l’ipotesi di fare uno stadio nuovo alletta. Se ne sarà di più prossimamente…

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