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La vera seconda fumata bianca? E’ stata per Papa Valentino Rossi: guarda le foto

Fumata Bianca non solo nei giorni scorsi in Vaticano con Papa Francesco. La seconda va titolata “Rihabemus Vale”. Sta per iniziare la stagione della MotoGp e Riders Italian Magazine ha pensato bene di celebrare il ritorno del Dottore in Yamaha con una cover che lo elegge a “pontefice”. E con una serie di spettacolari caricature: da Vale-Ronaldo a Rossi-Jobs, fino a vederlo in versione Obama e… se stesso. Semplicemente Valentino.

valentino papa copertinaLe caricature di Valentino (dal magazine Rider)Guarda la gallery

 

Il tutto insieme a un servizio speciale che celebra i suoi 18 anni di carriera come ambasciatore della Moto GP nel Mondo. Diciotto firme raccontano Vale, da Carlo Pernat che confessa un rammarico: “Quando tuo padre Graziano mi disse che eri un fenomeno e avrei fatto bingo prendendoti in squadra con l’Aprilia”.  Daniel Day Lewis lo vede così: “Rossi è un genio, il suo lavoro richiede allo stesso tempo disciplina e spirito selvaggio. Proprio come la recitazione, dove al di là dell’aspetto pratico c’è sempre qualcosa di intangibile”. E Brad Pitt: “Io ho un idolo: Valentino Rossi. Darei tutto per essere come lui. Ha dentro  di sé velocità ed equilibrio. È arte pura. Guardarlo è come leggere una poesia”.

Fino al sindaco di Firenze Matteo Renzi, che ha fatto un vero e elogio al campione: “Impegno, capacità, fatica, merito, voglia di vincere: sono tutte qualità che si ritrovano in molte vicende dello sport, e non solo. Penso davvero che lo sport sia una perfetta metafora della vita e ne ho una conferma tutte le volte che penso a Valentino Rossi, alla sua vita sportiva, ai suoi successi, alla sua voglia di rialzarsi dopo una caduta. Lui è un campione che ci ha regalato, e lo farà ancora in futuro, gioia ed emozioni: sentimenti con i quali ci siamo commossi ed entusiasmati, ma che ci hanno anche insegnato e ricordato  i valori dello sport. In questi anni abbiamo imparato a conoscere Valentino, lo abbiamo visto crescere, vincere  e arrivare sul tetto del mondo; abbiamo gioito con lui, gli siamo stati vicini nei momenti difficili e ne abbiamo apprezzato lo stile nel momento della sconfitta. Ricordo i giorni difficili, nel giugno 2010, del suo incidente al circuito del Mugello e il ricovero in ospedale a Firenze; ma ricordo anche la sua capacità di tornare subito in sella. Anche quella è stata una vittoria fatta con il sorriso. Un sorriso con cui tutti noi vogliamo continuare  a sognare nella bellezza del futuro, della vita”.