Due volumi scelti personalmente per ciascuna giocatrice dell’Italvolley: Borges, Hemingway, Márquez, Ferrante, Agassi. Per Julio Velasco una squadra si allena anche leggendo. Nel calcio italiano, dove spesso si fatica già a leggere una diagonale difensiva, sarebbe una rivoluzione culturale.
Alla fine l’oro è rimasto a Istanbul. L’Italia di Julio Velasco si è presa l’argento europeo, battuta soltanto al tie-break dalla Turchia dopo una finale feroce. E allora quei libri distribuiti dal ct alle sue ragazze qualche settimana fa acquistano improvvisamente anche un’altra funzione: la letteratura, oltre ad allenare il cervello, sa essere un formidabile consolatorio. Perdere una finale fa male, certo. Ma tra un Hemingway, un Márquez e un Borges si scopre almeno che nella vita sono capitate tragedie peggiori di un 15-10 al quinto set. E che, soprattutto, esistono sconfitte dalle quali si può uscire perfino un po’ più grandi.
Julio Velasco continua infatti a commettere un errore imperdonabile per lo sport moderno: considera gli atleti persone pensanti.
Durante il collegiale di Cavalese, il ct dell’Italvolley aveva regalato alle sue quattordici giocatrici due libri ciascuna, scelti uno per uno in base al carattere e alla sensibilità. Ventotto titoli, nessuno pescato dal cestino promozionale dell’autogrill: Hemingway, Borges, Márquez, Allende, Cortázar, Bradbury. Insomma, mentre molti allenatori studiano come aumentare del 2,7% la velocità di uscita dalla zona due, Velasco prova addirittura ad aumentare la profondità di un pensiero. Di questi tempi una mirabile rarità.

Il vero esperimento? Provare coi calciatori
A questo punto l’esperimento andrebbe esportato urgentemente a Coverciano. Certo, servirebbero alcune precauzioni: copertine resistenti, caratteri grandi e magari un tutorial iniziale per spiegare che il segnalibro non va infilato nei calzettoni.
Potrebbe però funzionare. Per chi suona la campana aiuterebbe qualcuno a capire che, dopo l’ennesimo gol preso, suona soprattutto per lui. Il lungo addio sarebbe perfetto per certe qualificazioni mondiali. Fahrenheit 451 per descrivere l’effetto di alcuni centrocampi sulla fantasia. E L’amico ritrovato potrebbe diventare il manuale definitivo per chi, dopo novanta minuti, scopre finalmente che esisteva anche il compagno libero sulla fascia.
Magari non vinceremmo subito. Ma almeno alle interviste post-partita potremmo superare l’eterno trittico: “dobbiamo lavorare”, “ripartire” e “pensare alla prossima”.
La motivazione del C.T.
“Perché ho regalato dei libri alle pallavoliste? Per riconoscenza. Il mio scopo non era invogliarle alla lettura. Non ci sono dietro messaggi”, ha svelato Velasco in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, sottolineando che ha regalato romanzi che lui stesso ha letto e amato.
Il clamore dopo il gesto: la reazione di Velasco
Il gesto di Velasco ha naturalmente suscitato una certa polemica, anche se l’allenatore delle Azzurre ha voluto innanzitutto spiegare che in realtà non è la prima volta che lo fa: “Era già successo con i maschi della nazionale. E allora come oggi ho regalato libri per un solo motivo: riconoscenza. Mi hanno dato tanto”, ha spiegato. L’allenatore è innamorato della lettura fin da quando era piccolo: ha letto di tutto, da Salgari a Il Tunnel di Ernesto Sabato, dai Racconti brevi di Julio Cortázar (che ha regalato alla pallavolista Ilaria Spirito), fino a Borges (del quale cui ha regalato Finzioni alla Antropova).
I 28 libri scelti da Velasco
Alessia Orro: La casa degli spiriti (Isabel Allende), Le braci (Sándor Márai)
Sarah Fahr: L’amore ai tempi del colera (Gabriel García Márquez), La donna giusta (Sándor Márai)
Denise Meli: Per chi suona la campana (Ernest Hemingway), L’uomo che amava i cani (Leonardo Padura)
Paola Egonu: Le mille e una notte, La signora canta i blues (Billie Holiday)
Miriam Sylla: L’amica geniale (Elena Ferrante), Il libro della giungla (Rudyard Kipling)
Ilaria Spirito: I racconti (Julio Cortázar), La festa del caprone (Mario Vargas Llosa)
Gaia Giovannini: Trilogia della città di K (Ágota Kristóf), L’Aleph (Jorge Luis Borges)
Loveth Omoruyi: L’amico ritrovato (Fred Uhlman), Open (Andre Agassi)
Stella Nervini: Gli uomini che odiano le donne (Stieg Larsson), Le lacrime di Nietzsche (Irvin D. Yalom)
Carlotta Cambi: Patria (Fernando Aramburu), Giobbe (Joseph Roth)
Linda Nwakalor: Doña Flor e i suoi due mariti (Jorge Amado), La guerra della fine del mondo (Mario Vargas Llosa)
Eleonora Fersino: Fútbol (Osvaldo Soriano), Il lungo addio (Raymond Chandler)
Anna Danesi: Storie straordinarie (Edgar Allan Poe), Fahrenheit 451 (Ray Bradbury)
Ekaterina Antropova: La ragazzina (Valeria Parrella), Finzioni (Jorge Luis Borges)


