Di Giordano Brega
Grigor DimitrovIl tennis di oggi? Rafa Nadal e Nole Djokovic. Poi il Federer – ammirevole e sempre nobile nei gesti, ma calante in queste ultime stagioni – e l’incostante Andy Murray. Al massimo aggiungiamoci Juan Martin Del Potro, con David Ferrer ammirevole nel rendimento ma lontano per physique du role dai Fantistici 2, 3 o 4 a seconda di quali alieni del tennis attuale si voglia prendere in considerazione.
Già ma chi può inserirsi in questo oligopolio? Facce nuove ce ne sono o è inutile illudersi? La domanda se la sono posta molti addetti ai lavori e non da oggi. Conclusione: tutti finiscono per parlare di Dimitrov. Peccato che saranno tre o quattro stagioni che si attende l’esplosione definitiva del 22enne bulgaro (alla sua età Rafa, Nole e Roger erano molto più che progetti di campione). “Arriva, arriva”, ogni tanto si alza il coro dopo un paio di partite indovinate. E subito tutti ad ascoltare “Baby Fed” (soprannome un po’ impegnativo) che proclama la sua voglia di “vincere Wimbledon” (dove non è mai andato oltre il 2° turno) dopo aver portato (finalmente) a casa il suo primo vero torneo del circuito (Stoccolma…. non Parigi o Londra). Restiamo in stand by, fiduciosi sul suo 2014, anche se per ora va registrato che Grigor resta più famoso per le notizie extra-campo: prima i gossip su Serenona Williams, ora (meglio da diversi mesi) la nomina a “mister Sharapova”.
Jiri VeselySarà in grado di esplodere ai massimi livelli o si dovrà attendere un nome diverso dal suo? Volendo guardare tra gli outsider ecco un tennista emergente, numeri alla mano: Jiri Vesely, gigante di un metro e novantotto nato a sud di Praga (ma formatosi tennisticamente per i primi dieci anni in Germania). Mancino come il suo idolo, Rafa Nadal. Stiamo parlando dell’unico tennista under-20 (classe 1993) presente tra i primi 100 del ranking (salendo sino al 78° gradino, attualmente e all’83° gradino). L’ATP lo ha premiato come miglior talento del futuro, vedendo nel suo servizio e nel rovescio i colpi che potrebbero portarlo lontano. Intanto quest’anno ha preso confidenza (e fiducia) con la vittoria tra i pro, conquistando tre titoli challenger (mentre da junior vanta un Australian Open messo in bacheca nel 2011, oltre al titolo di numero 1 del mondo). Forse però ha fatto più rumore quel set tolto a Kohlschreiber al Roland Garros. Anche perché il baby era al suo debutto in un torneo dello Slam. Vesely si è già preso scalpi illustri come quelli del belga Steve Darcis e dell’argentino Federico Del Bonis (entrambi battuti nei challenger che ha conquistato) e ha fatto soffrire non poco anche il tedesco Florian Mayer (in finale a luglio). La sensazione che siamo solo all’inizio…
