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Toscana
Siena, la Collezione Piccolomini Spannocchi riunita al Santa Maria della Scala

Lotto, Giovan Battista Moroni, Paris Bordon, Sofonisba Anguissola, Giuseppe Cesari, Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma; Albrecht Dürer, Otto van Veen, Albrecht Altdorfer, Peeter Snayers. Sono solo alcuni nomi degli artisti che da oggi sono visibili al pubblico nel complesso museale del Santa Maria della Scala di Siena con il nuovo allestimento museale dedicato interamente alla Collezione Piccolomini Spannocchi finalmente riunita. Le sale del quarto livello dell’antico ospedale ospiteranno in modo permanente quella che, per vari motivi, è una delle collezioni più interessanti e si presenta come una delle più affascinanti e forse meno conosciute raccolte di opere d’arte della città di Siena.

La sua storia si snoda dal Seicento, partendo dalle collezioni della famiglia Gonzaga custodite all’epoca nel Palazzo Ducale di Mantova, prosegue toccando la corte tirolese degli Asburgo e la città di Trento e da lì, grazie ad alcuni membri della famiglia Piccolomini, giunge fino a Siena agli inizi del Settecento. L’unione di questa casata con quella degli Spannocchi, avvenuta nel 1774 con il matrimonio tra Caterina Piccolomini e Giuseppe Spannocchi, unificò le due famiglie e allo stesso tempo le rispettive collezioni. La donazione alla Comunità Civica di Siena nel 1835 portò poi al passaggio della maggior parte delle opere dalla sfera privata a quella pubblica e, nell’attraversare  quasi due secoli, fino ai giorni nostri. L’esposizione permanente della collezione dei dipinti nella sua totalità permette di restituire alla città una parte della propria storia artistica e collezionistica.

Le ricerche, riprese ed ampliate in vista dell’importante operazione di valorizzazione e riunificazione della raccolta, hanno portato alla luce straordinarie novità che consentono oggi, a più di quarant’anni dai primi studi sull’argomento, di avere un quadro molto più chiaro sugli eventi, sull’intreccio delle vicende familiari, sul  percorso dalle opere.

L’allestimento rispecchia la stratificazione e la ricchezza della collezione, accompagnando il visitatore a scoprirne i 165 dipinti, che torneranno ad essere un nucleo unico per la prima volta dopo più di un secolo, poiché erano fino ad oggi divisi tra la Pinacoteca Nazionale (che ne custodiva 137), il Museo Civico di Siena (24), l’Amministrazione Provinciale (2) e le Gallerie degli Uffizi di Firenze (2).  Tra i pittori spiccano i nomi di Lorenzo Lotto, Giovan Battista Moroni, Paris Bordon, Sofonisba Anguissola, Giuseppe Cesari, Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma; tra i nordici, quelli di Albrecht Dürer, Otto van Veen, Albrecht Altdorfer, Peeter Snayers.

A questi si aggiunge Domenico Beccafumi, con la bellissima serie dei cartoni preparatori per il pavimento del Duomo di Siena, parte della collezione fin dal Cinquecento, che completa il percorso di visita nella Pinacoteca Nazionale. Il catalogo scientifico che accompagna questa importante operazione di ricostituzione nasce dalla necessità di divulgare le novità emerse dagli studi e dall’aggiornamento delle conoscenze sulle opere, possibile grazie al contributo di esperti e storici dell’arte di tutta Italia.

Il progetto di riunificazione della collezione nei locali del Santa Maria della Scala (il cui prologo è stato la mostra intitolata Una Città Ideale. Dürer, Altdorfer e i Maestri Nordici dalla Collezione Spannocchi di Siena) si colloca all’interno dell’accordo di valorizzazione siglato tra il Mibact e il Comune di Siena nel 2017, finalizzato all'organizzazione e alla promozione dal punto di vista culturale e territoriale della sinergia fra musei civici e statali cittadini. 

La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la Direzione Regionale Musei della Toscana (Direttore Stefano Casciu), il Comune di Siena (Sindaco Luigi De Mossi), e la Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo (Soprintendente Andrea Muzzi).  A ciò si unisce il contributo della Galleria degli Uffizi, con il prestito concesso dal Direttore Eike Schmidt  delle due opere della collezione Piccolomini Spannocchi lì depositate dal 1913, e quello dell'Amministrazione Provinciale (Presidente Silvio Franceschelli) con la concessione delle due opere ancora conservate nella sua sede.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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