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Toscana
Toscana, Eugenio Giani si insedia e accetta come dono la cravatta rossa

Una cravatta rossa come passaggio di testimone. Se la sfila dal collo della camicia il presidente uscente Enrico Rossi, che termina il suo doppio mandato alla guida della Regione Toscana, e la indossa il neo presidente Eugenio Giani, oggi ufficialmente proclamato a due settimane dalle elezioni del 20 e 21 settembre da cui è uscito vittorioso.  

Come previsto (era la norma durante i 5 anni di presidenza del Consiglio Regionale della Toscana, ndr) questa mattina la cerimonia ufficiale di insediamento del nuovo governatore della Toscana Eugenio Giani si è svolta a Palazzo Strozzi Sacrati di Piazza del Duomo a Firenze con 40 minuti di ritardo. Una quindicina gli operatori foto e video schierati dietro il nastro con poco distanziamento sociale (ed i più accorti tra loro lo facevano notare) ma almeno tutti indossavano correttamente la mascherina, cosi come la indossavano i due presidenti: quello ucente Enrico Rossi, e quello entrante Eugenio Giani, che è pure passato alle cronache nazionali qualche giorno fa per essersi tolto qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Italia Viva di Matteo Renzi “a Matteo ho portato più di quanto ho ricevuto”, aveva detto.  Ma poi le polemiche sono subito rientrate in attesa di formare la nuova giunta.

L’ormai ex governatore Enrico Rossi ha esordito dicendo “Martini nel 2010 mi donò una cravatta ed anche io voglio fare altrettanto : una cravatta rossa, colore che in questa regione ha una storia ed ha avuto un suo peso. Un elemento di continuità”. Giani lo ringrazia ringrazia. “Enrico passerà alla storia come un grande presidente della Toscana. Ha portato avanti questi ideali con grande capacità. Lavorerò per lo sviluppo dei valori che Enrico mi consegna attraverso il suo dono”.  Poi si volta dietro, dove campeggia steso il gonfalone della Toscana, ne spiega la storia e rilancia.  “Da mille anni i colori della regione sono il rosso e il bianco. E poi c’è il Pegaso. L’emblema fu ispirato da Carlo Ludovico Ragghianti, critico, storico e teorico dell’arte nonché presidente del Comitato toscano di liberazione nazionale, durante la Resistenza: il Pegaso era infatti il simbolo del Comitato di Liberazione Nazionale, prima di diventare lo stemma attuale della Regione Toscana, ed ha dunque un alto valore simbolico. La mia intenzione è di rappresentare tutta la Toscana”.  Nel suo studio farà appendere un ritratto di Cosimo I dei Medici e uno di Pietro Strozzi. “Due personaggi che in vita hanno litigato molto – scherza Giani – ma che ora dovranno idealmente collaborare”.  
    
Rossi si allontana dal centro della Sala Pegaso  citando Humphrey Bogart e “Casablanca”: “Gli addii brevi sono i migliori”. Ringrazia tutti – politici, tecnici e collaboratori a tutti i livelli – per il lavoro svolto in questi anni. Ringrazia anche Giani nel suo ruolo di presidente uscente del Consiglio regionale: il primo presidente di Consiglio regionale a diventare presidente della Toscana. Giani ricorda i suoi cinque anni alla guida dell’assemblea legislativa citando il valore del senso di identità che ha cercato di incarnare e il valore della Toscana diffusa. Continuerà per questo ad indossare la fascia che istituì nel 2015. Rammenta tra le altre le leggi sulle città murate, sui centri commerciali naturali, sulle Pro Loco. 

“Illustrerò il programma di governo e presenterò la Giunta durante la prima seduta di Consiglio"  conclude, la data ipotizzata è lunedì 19 ottobre, seguita da un seconda seduta il 21 o 22.  “Tra le cose di cui dovremo da subito occuparci  – anticipa il neo presidente – c’è sicuramente l’emergenza Covid-19 ma anche l’aggiornamento del patto per lo sviluppo e per il lavoro, nel segno della concertazione”. L’ultimo è stato siglato con le categorie da Rossi a luglio 2019, un anno fa.  Come primo atto politico e simbolico di Giani c’è stato l’incontro con la categoria dei rider, simbolo di precariato e assenza di tutele.  “Oggi mi sento un rider come voi e mi fa piacere che questo incontro avvenga in una giornata così particolare: mi consente di dire che la Regione farà tutto quanto in suo potere per sostenere la vostra battaglia per un lavoro sicuro e tutelato”.  

 

 

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