Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Trapianto fallito a Napoli, spunta l’ipotesi di un cuore artificiale per salvare il bimbo di due anni

Trapianto fallito a Napoli, spunta l’ipotesi di un cuore artificiale per salvare il bimbo di due anni

Sotto inchiesta il trasporto dell’organo danneggiato. La Procura indaga su sei sanitari, mentre la famiglia chiede un nuovo chirurgo in caso di secondo intervento

Trapianto fallito a Napoli, spunta l’ipotesi di un cuore artificiale per salvare il bimbo di due anni
Medici Corsia

L’obiettivo sarebbe mantenere in vita il piccolo in attesa di un organo compatibile, guadagnando tempo prezioso in una fase estremamente delicata

Un cuore atteso per mesi, arrivato tra le speranze di una famiglia e oggi al centro di un’inchiesta giudiziaria. Il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo il trapianto effettuato il 23 dicembre e non andato a buon fine, è ancora in coma farmacologico e collegato all’Ecmo. Le sue condizioni restano stabili nella loro gravità, ma il progressivo peggioramento di altri organi impone scelte rapide.

Tra le opzioni allo studio dei medici emerge quella dell’impianto di un cuore artificiale, una soluzione complessa che potrebbe funzionare come “ponte” verso un nuovo trapianto. L’obiettivo sarebbe mantenere in vita il piccolo in attesa di un organo compatibile, guadagnando tempo prezioso in una fase estremamente delicata.

Parallelamente, proseguono le indagini su quanto accaduto al primo cuore trapiantato. Secondo le ricostruzioni, l’organo sarebbe stato danneggiato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli. Il Nas ha acquisito la documentazione clinica e sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto, ora al vaglio degli esperti. Al centro dei sospetti vi sarebbero le modalità di conservazione: invece del ghiaccio tradizionale, sarebbe stato impiegato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature molto più basse e potenzialmente dannose per il tessuto cardiaco.

La Procura ha iscritto sei sanitari nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni colpose, un atto definito dovuto per consentire accertamenti tecnici. Intanto, anche gli ispettori del Ministero della Salute e della Regione Campania stanno svolgendo verifiche. La direzione sanitaria ha assicurato piena collaborazione, mentre le istituzioni regionali e nazionali hanno espresso l’impegno a fare chiarezza.

La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha chiesto un incidente probatorio su cartelle cliniche e verbali delle riunioni mediche. E pone una condizione precisa: qualora si procedesse a un secondo trapianto, a operare non dovrà essere lo stesso chirurgo del primo intervento. In attesa di decisioni cruciali, tra l’ipotesi del cuore artificiale e le ombre sull’errore nel trasporto, il destino del piccolo resta sospeso.

LEGGI LE NOTIZIE NEWS