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Venezia 77, all'isola degli Autori Occident Express con Ottavia Piccolo

Venerdì 11 Settembre alle ore 21.30 nella Sala Notti Veneziane – Isola degli Autori sarà presentato “Occident Express”, un film di Simone Marcelli scritto da Stefano Massini e interpretato da Ottavia Piccolo e l’orchestra Multietnica di Arezzo. Il film racconta l’incredibile storia di Haifa, un'anziana donna di Mosul costretta a mettersi in fuga con la nipotina di 4 anni, percorrendo in tutto 5.000 chilometri, dall’Iraq fino al Baltico, attraverso la cosiddetta “rotta dei Balcani”.

Il film sarà proiettato, nell’ambito delle Giornate degli Autori, a chiusura delle rinnovate Notti Veneziane all’Isola degli Autori, che raccolgono l’eredità, il percorso creativo e di ricerca sviluppato in questi anni da Isola di Edipo e Giornate degli Autori. Un nuovo spazio curato da Silvia Jop e GaiaFurrer dedicato all’indagine del rapporto creativo tra il linguaggio cinematografico e le altre arti: dal teatro alle arti visive alla musica.

“Occident Express”è la cronaca del viaggio di Haifa. È il diario di una fuga. “Occident Express” è l’istantanea su un inferno a cielo aperto. Ma soprattutto è una storia vera, un piccolo pezzo di vita vissuta che compone il grande mosaico dell’umanità in cammino. “Occident Express” è un frammento del nostro tempo. Ci sono cose che fai senza sceglierle, sono semplicemente loro che scelgono te. Così Haifa non sceglie di mettersi in cammino: qualcosa di più grande decide per lei, obbligandola a lasciarsi tutto alle spalle. Una donna coi capelli bianchi costretta a tagliare il filo della sua esistenza, mettendosi alla ricerca. Di cosa? Chissà. Di una meta. Dalle terre aride di Hulalyah, nel nord dell’Iraq, risalendo l’Europa fino ai ghiacci del mar Baltico, Haifa strappa coi i denti una tappa dopo l’altra, ogni volta morendo, ogni volta nascendo, ogni volta scoprendo qualcosa degli altri e di sé. Un’odissea del Terzo Millennio. Un racconto spietato fra parole e musica, senza un solo attimo di sosta: la terribile corsa per la sopravvivenza.

Stefano Massini ha raccontato questa storia e ne è nato uno spettacolo teatrale, prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria/Officine della Cultura, fra prosa e poesia, fra narrazione e ballata, che crea un'epica della contemporaneità, qual è la vicenda di Haifa. Ottavia Piccolo le dà voce volto, mentre la musica di Enrico Fink,interpretata dai solisti dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, contribuisce a raccontare i mille luoghi attraversati dalla protagonista nel suo viaggio; la fantasmagoria di ambienti, climi, spazi diversi. Dallo spettacolo ha preso vita questo film, girato da Simone Marcelli che ci ricorda col suo lavoro che “Un viaggio è un segno, una linea su una carta geografica, e quel segno ha in sé poche informazioni, la partenza, le tappe, l'arrivo come di segni su un foglio è fatto il racconto del viaggio di Massini che nella recitazione di Ottavia Piccolo si trasformano in paura, dolore, speranza. Segni sono le note di Fink e segni, linee arrabbiate e amorevoli, sono i di-segni delle animazioni di Simone Massi. Un regista può solo provare a leggere questi segni e raccontarli a modo suo, senza essere invadente”.

Conobbi la storia di Haifa Ghemal nel marzo 2016. Un importante quotidiano europeo mi propose di scrivere un pezzo sul suo viaggio al tempo stesso agghiacciante e formidabile. Il contatto con questa cronaca fu in effetti impressionante: un concentrato inaudito di violenza, tenerezza, terrore e umanità, in un crescendo senza fine. Trovai che nella storia di questa anziana donna ci fosse molto del nostro tempo: la gratuità del male, l’onnipotenza del danaro, l’irrompere sulle nostre strade di una forza incontrollabile per lungo tempo sconosciuta all’occidente: la lotta per la vita. Haifa si mise in viaggio con niente di più che una bambina al collo, intercettando sul suo cammino le esistenze di altri forzati nomadi del 2015, in primo luogo i figli di un pastore e una ragazza sfregiata, tutti come lei sospesi come a un filo su un abisso ingordo. E come nei grandi cicli epici, anche in questa storia si guarda più volte in faccia la morte, al punto da imparare perfino a conoscerla, trovando nei suoi agguati la cifra – segreta eppure esplicita – della bestialità umana. Dalla storia di Haifa Ghemal ho tratto quindi questo racconto, trattando la realtà dei fatti come un terreno fertile da cui far sorgere la pianta verde di un’epica moderna. Come i cantastorie di un tempo, ho usato la cronaca per costruirvi sopra un edificio, affinché una piccola storia divenga il paradigma di un’epoca intera. La mitologia è questo, in fondo. E il viaggio di Haifa si aggiunge, credo, a quella lista di miti davanti a cui ogniOmero chinerebbe la testa: sono leggende già pronte, impossibile non dargli forma scritta. Stefano Massini

Il testo di Massini, ancora una volta fra prosa e poesia, fra narrazione e ballata, trova una sua nuova profondità nell'abbracciare un'epica della contemporaneità qual è la storia di Haifa. E sono versi che chiamano a sé la musica, vivono naturalmente all'interno di una scansione musicale, in una chiave di melologo contemporaneo. La musica contribuisce a raccontare i mille luoghi attraversati dalla protagonista nel suo viaggio; la fantasmagoria di ambienti, climi, spazi diversi. Le tante suggestioni sono affidate all'esecuzione di una piccola orchestra composta dai solisti dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, un ensemble che da più di dieci anni riunisce musicisti di ogni provenienza e età; raccontando in musica, come una banda di paese degli anni duemila, il mosaico delle città europee contemporanee, poste di fronte alla sfida delle identità, delle culture, delle differenze. Enrico Fink

"Rimandiamoli a casa loro", "aiutiamoli nel loro paese", "che ci vengono a fare qui?" Per rispondere a chi fa affermazioni del genere, voglio raccontare questa storia. Mi aiuta a non voltare la testa dall'altra parte. Mi metto in cammino con Haifa e dopo non sarò più la stessa. Ottavia Piccolo

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