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Viaggi
La Polinesia meno conosciuta

Di Igor Righetti*
Foto di Grigore Scutari
 
Continuiamo il viaggio (LEGGI QUI LA PRIMA PUNTATA) alla scoperta di alcune delle isole meno note della leggendaria Polinesia francese, autentico paradiso tropicale. Collane di fiori e di conchiglie. A 17 chilometri dalla capitale Papeete si trova Moorea, l’”isola magica” che ha ospitato i set cinematografici di molti film tra i quali Gli ammutinati del Bounty con Marlon Brando. È l’isola vulcanica “fuori porta” di Tahiti. Da non perdere il belvedere di Toatea con la sua vista mozzafiato sulle baie gemelle di Moorea, Cook e Opunohu. Purtroppo anche qui ho trovato i celebri lucchetti dell’amore eterno inventati da Federico Moccia. A Moorea si possono incontrare i delfini e nuotare con loro e, da luglio a ottobre, c’è la stagione delle balene. Le acque placide della laguna e i venti alisei che soffiano ogni anno da aprile a ottobre consentono molte attività: canoe a bilanciere, paddle boarding, kite boarding, sci d’acqua e perfino surf. L’isola è anche considerata il paradiso dei subacquei i quali si innamorano subito della barriera corallina e della colorata vita marina. Facendo immersioni o snorkeling è possibile incontrare tartarughe marine e squali immersi in una laguna cristallina dalle mille sfumature di blu.
 
All’interno spiccano le tante piantagioni di ananas, foreste di palme e una vegetazione lussureggiante. Sulle montagne, il panorama è sovrastato da otto cime con un antico cratere vulcanico divenuto oggi una valle lussureggiante. Un’area perfetta per fare escursioni a piedi, a cavallo, su quad o a bordo di una jeep. Di grande interesse e fascino, anche per gli astemi, la visita alle distillerie locali dove è possibile degustare liquori esotici a base di ananas, mango, noce di cocco e vaniglia. Per dormire un ottimo hotel è il Moorea Pearl Resort & SPA.  La struttura dispone di overwater bungalow con accesso diretto alla spiaggia e un tavolino con fondo in vetro per ammirare i pesci che popolano la laguna. Le camere vista giardino e i bungalow giardino con piscina sono delle camere comunicanti. Ottima e molto varia  la cucina.
 
Con un comodo volo Air Tahiti si arriva all’isola di Raiatea, la seconda per grandezza della Polinesia, conosciuta anche come l’isola sacra, forse la più venerata di tutto il Pacifico meridionale. Un’isola poco conosciuta in quanto esclusa dai circuiti turistici tradizionali. Qui è presente l’unico fiume navigabile delle isole, il Fa’aroa e molte escursioni permettono di esplorare le sue acque turchesi a bordo di una tipica canoa polinesiana.  Raiatea è la meta più gettonata dagli appassionati di vela di Tahiti e delle sue isole, il luogo ideale per il turista che vuole apprezzare le bellezze incontaminate della Polinesia. Il capoluogo è Uturoa, la seconda città della Polinesia, porto vivace e mercato molto animato. Nell’entroterra, il monte Temehani (1.033 metri) è il solo posto al mondo dove fiorisce il tiare apetahi, particolare variante di questo fiori tipico della Polinesia. A Pufau si può visitare il museo delle conchiglie: ben 9 mila esemplari di tutto il mondo di cui molti fossili. 
 
A Raiatea il posto più caratteristico in cui dormire è il Hawaiki Nui hotel, una piccola struttura essenziale ma molto pulita con suggestivi bungalow sul mare (overwater) e un ottimo ristorante. I prezzi sono modesti, l’accoglienza ti fa sentire a casa e il servizio è impeccabile. Un canale di 3 chilometri separa Raiatea dalla sua isola gemella, Taha’a, entrambe affacciate sulla stessa laguna. Si raggiunge in barca.Taha’a è conosciuta come isola della vaniglia per le tante piantagioni presenti ma è nota anche per gli allevamenti delle perle. Si entra in un giardino tropicale da fiaba, profumato e ricco di colori. La laguna è un vero e proprio acquario con pesci di ogni tipo. A 5 minuti di barca dall’isola di Taha’a e a 30 minuti dall’aeroporto di Raiatea si trova il prestigioso Le Taha’a Island Resort & SPA, costruito su un “motu” (isolotto) di spiagge candide ai bordi di una laguna mozzafiato. Progettato in stile polinesiano si integra perfettamente nell’ambiente con il ristorante “tra gli alberi”e la SPA incastonata in un giardino esotico. In questa struttura il sogno diventa realtà.
 
Il mio viaggio nella Polinesia francese termina invece su un’isola celebre, considerata spesso la più bella del mondo: Bora Bora, l’isola romantica. Tutti gli anni, a ottobre, Bora Bora rappresenta l’ultima tappa della più rinomata corsa di piroghe del Pacifico del Sud: la Havaiki Nui Va’a. La sua immensa laguna offre la possibilità, anche ai sub meno esperti, di incontrare razze manta, razze leopardo e varie specie di squali. La nota escursione per nutrire gli squali permette ai visitatori di restare in acqua, al sicuro, ammirandoli mentre vengono sfamati da guide esperte. Per coloro che cercano un resort che abbini riservatezza e lusso raffinato l’ideale è l’Hilton Bora Bora Nui resort & SPA. Affacciato su una magnifica laguna turchese, sul motu di Toopua, a 10 minuti di barca dall’aeroporto dispone di 122 camere arredate con materiali locali. L’hotel è l’unico ad avere una piccola isola privata, il Motu Tapu, perfetta per una giornata di relax, sole e snorkeling con il caratteristico pranzo pic nic “piedi nell’acqua”.
 
L’accoglienza polinesiana è straordinaria: ogni volta che si arriva in una nuova struttura alberghiera si viene accolti con una collana di fiori profumati e colorati. Oltre al gesto di benvenuto c’è anche quello del saluto caratterizzato invece da un altro dono:  una collana di conchiglie. Questa è una forma di augurio di ritorno al Fenua (terra di Polinesia).

Per informazioni il sito è www.tahiti-tourisme.it.

*Giornalista professionista, autore e conduttore radiotelevisivo

Tags:
polinesiaviaggio
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