Stati Generali della Salute Cardiovascolare: diagnosi precoce, assistenza territoriale e telemedicina per rafforzare la presa in carico
Le malattie cardio-cerebrovascolari continuano a rappresentare una delle principali sfide per la salute pubblica e per contrastarne l’impatto occorre puntare su prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico tempestiva. È il messaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto con un videomessaggio agli Stati Generali della Salute Cardiovascolare, promossi il 29 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, dall’Intergruppo Parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari.
“Le malattie cardio-cerebrovascolari continuano a rappresentare una delle maggiori cause di mortalità e disabilità”, ha sottolineato Schillaci, ricordando allo stesso tempo quanto sia possibile intervenire sulla loro insorgenza e sulle conseguenze attraverso “la prevenzione, la diagnosi precoce e una presa in carico tempestiva e appropriata”.
Una strategia che, secondo il ministro, passa innanzitutto dal rafforzamento della prevenzione. “È questa la direzione nella quale abbiamo lavorato, mettendo la prevenzione al centro delle politiche sanitarie”, ha affermato Schillaci. Il riferimento è anche al nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, che punta a intervenire sui principali fattori di rischio modificabili e a promuovere la salute nelle diverse fasi della vita.
Il Piano, adottato il 21 maggio 2026 con Intesa Stato-Regioni, individua tra le aree prioritarie le malattie croniche non trasmissibili e rafforza il coordinamento delle politiche di prevenzione a livello nazionale, regionale e locale. Il Ministero ha inoltre previsto per il 2026 ulteriori 50 milioni di euro a sostegno delle attività preventive territoriali e degli adempimenti previsti dall’Intesa Stato-Regioni.
Nel campo cardiovascolare, Schillaci ha indicato tra gli obiettivi la diffusione di stili di vita sani, a partire da una corretta alimentazione e dall’attività fisica, insieme all’individuazione precoce delle condizioni di rischio.
Un altro tassello è rappresentato dal potenziamento dell’assistenza territoriale. Nel suo intervento, il ministro ha richiamato il ruolo delle Case della Comunità finanziate con il PNRR, già operative in molte Regioni, sottolineando come possano contribuire ad avvicinare i servizi ai cittadini e a integrare prevenzione, diagnosi, cura e assistenza, in particolare per le persone affette da patologie croniche.
Spazio anche alla telemedicina, indicata come uno strumento utile nella gestione delle patologie cardiovascolari. Il telemonitoraggio e gli altri servizi digitali, ha spiegato Schillaci, permettono di seguire i pazienti a domicilio, facilitano il follow-up e contribuiscono alla continuità dell’assistenza.
Sul fronte della prevenzione cardiovascolare, il ministro ha inoltre ricordato il finanziamento di progetti degli IRCCS della Rete Cardiologica, che utilizzano anche nuove tecnologie per individuare precocemente il rischio e favorire comportamenti salutari.
L’obiettivo complessivo, ha spiegato Schillaci, è “tutelare la salute prima che insorga la malattia e, quando la patologia è presente, assicurare una presa in carico tempestiva, integrata e vicina alla persona”.
Il confronto degli Stati Generali, anche alla luce del Piano Cardiovascolare europeo, rappresenta infine, secondo il ministro, un’occasione per mettere a sistema esperienze, evidenze scientifiche e competenze e individuare le soluzioni più efficaci per la tutela della salute cardiovascolare.


