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Vertice volenterosi oggi a Kiev nei 35 anni dell’indipendenza: sostegno all’Ucraina e pressione sulla Russia

Vertice volenterosi oggi a Kiev nei 35 anni dell’indipendenza: sostegno all’Ucraina e pressione sulla Russia

(Adnkronos) – L’Ucraina celebra oggi i 35 anni di indipendenza e proprio oggi la coalizione dei volenterosi ha deciso di riunirsi in formato ibrido a Kiev, per riaffermare il sostegno agli ucraini e discutere di come aumentare la pressione su Mosca per mettere fine alla guerra in corso dal 24 febbraio del 2022. Diversi leader parteciperanno di persona, come una fonte ben informata e un funzionario dell’Ue hanno confermato al Kyiv Independent, e saranno ospitati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E’ confermata la presenza del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa mentre, secondo quanto riferisce la Tass, sarebbe stata rinviata la prevista visita a Kiev e Mosca degli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. La Tass cita una fonte secondo cui “è improbabile che la visita abbia luogo entro la fine di agosto”. “Significa che ci sono ragioni per rinviarla”, ha spiegato. 

In precedenza, la stessa fonte aveva riferito alla Tass che Witkoff e Kushner avrebbero potuto recarsi nelle capitali ucraina e russa entro la fine di agosto. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha intanto dichiarato che il presidente Vladimir Putin è pronto a ricevere nuovamente gli emissari di Trump, sottolineando tuttavia che resta da vedere con quali proposte si presenteranno al Cremlino. 

Secondo il Kyiv Post alla riunione della coalizione dei volenterosi, presieduta da Francia e Gran Bretagna, parteciperanno da Kiev il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente lituano Gitanas Nauseda, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, il primo ministro lettone Andris Kulbergs e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store. I leader delle sei nazioni nordiche e baltiche sono arrivati nella capitale ucraina già ieri, per partecipare alla cerimonia della bandiera e a un vertice NB8, oltre che per incontri bilaterali con Zelensky. 

Alla riunione di oggi parteciperà anche, per la prima volta, il neo premier britannico Andy Burnham, che nel caso in cui dovesse recarsi a Kiev compirebbe il primo viaggio in Ucraina da quando è succeduto a Keir Starmer. Comunque sia, la maggior parte dei leader parteciperà online da remoto. 

“Alla vigilia del 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina, il blu e il giallo brillano. Sono diventati i colori del coraggio, della resistenza e della determinazione. Questa sera, illuminano il nostro edificio. Un simbolo di incrollabile sostegno ai nostri coraggiosi vicini. Ai nostri fidati alleati. E al futuro membro dell’Ue”, ha scritto ieri su X la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che ha concluso il suo post con “Slava Ukraini”. 

Ieri una bandiera dell’Ucraina lunga oltre 30 metri è stata srotolata davanti alla sede del Parlamento europeo, a Bruxelles, nel giorno della festa nazionale della bandiera ucraina. La manifestazione è stata organizzata dalla missione dell’Ucraina presso l’Unione Europea e ha riunito funzionari europei e diplomatici ucraini in vista della Giornata dell’Indipendenza dell’Ucraina, che ricorre oggi. 

Presente alla cerimonia, il vicepresidente del Parlamento europeo, Nicolae Stefanuta, ha chiesto un sostegno più forte e rapido all’integrazione dell’Ucraina nell’Unione europea (Ue). Stefanuta ha affermato che l’Ue dovrebbe mantenere lo slancio nel promuovere il processo di adesione dell’Ucraina, approfondendo al contempo l’integrazione del Paese nel mercato unico europeo. 

“Amici ucraini, non siete soli, il Parlamento europeo è sempre al vostro fianco”, ha dichiarato Stefanuta sottolineando l’urgente necessità di fornire all’Ucraina ulteriori capacità di difesa aerea. Una necessità diventata “più urgente che mai”, ha aggiunto, affermando che “con l’avvicinarsi dell’inverno, l’Europa deve fare tutto il possibile per proteggere la sicurezza e il benessere del popolo ucraino”.