Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Due italiani a guidare le missioni navali Ue

Due italiani a guidare le missioni navali Ue

Due italiani a guidare le missioni navali Ue
Triton Frontex, Marina belga (6)
L’Unione europea coordina due importanti missioni navali: quella anti-pirateria in Somalia e quella di contrasto ai trafficanti di uomini nel Mediterraneo. Entrambe a guida italiana

Dal 6 ottobre anche la missione anti-pirateria dell’Ue, Atalanta, sara’ a guida italiana. Il Comitato politico e di sicurezza dell’Ue ha nominato il contrammiraglio Stefano Barbieri quale prossimo comandante della missione. Barbieri sostituira’ alla guida delle operazioni il capitano Alfonso Gomez Fernandez de Cordoba. Atalanta e’ la missione Ue lanciata a fine 2008 per contrastare le operazione di pirateria al largo delle coste somale e nelle acque del corno d’Africa. Anche la missione navale Ue nel Mediterraneo, denominata ieri “Sophie”, contro i trafficanti di uomini, e’ guidata da un ammiraglio italiano, Enrico Credendino.

I raid contro gli scafisti in acque internazionali partiranno il 7 ottobre con la Fase 2 della missione dell’Unione Europea nel Mediterraneo. La seconda fase, che segue quella della raccolta delle informazioni di intelligence, prevede ora operazioni di abbordaggio, perquisizione e sequestro delle imbarcazioni e degli strumenti usati dai trafficanti, in acque internazionali.

Sono 22 i Paesi che parteciperanno in vario modo alle operazioni. Gli uomini impiegati sono 1.398. Le navi al momento sono la portaerei Cavour, un sottomarino italiano, una fregata tedesca e una nave ausiliaria britannica, ma diventeranno 8 o 10, a seconda del contributo dei singoli Stati. Comandante dell’operazione e’, come detto, l’ammiraglio Enrico Credendino. Comandante della flotta, composta anche da sei mezzi aerei, e’ il contrammiraglio Andrea Gueglio.

“La decisione politica e’ stata presa”, ha spiegato l’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, quando è stata in visita al quartier generale dell’operazione a Roma. “Sappiamo esattamente come funzionano le reti dei trafficanti, come funzionano le reti dei criminali che trafficano gli esseri umani e siamo pronti a passare alla seconda fase”. “Questo, nel concreto – ha spiegato l’alto rappresentante – significhera’ poter fermare le barche che usano i trafficanti e scortare i barconi carichi di migranti. Significhera’ inoltre poter assicurare i trafficanti alla giustizia, in questo caso alla giustizia italiana, perche’ possano essere giudicati”. “I numeri – ha ricordato Lady Pesc – dicono che la rotta del Mediterraneo centrale, anche se messa in ombra da quella balcanica, resta la piu’ mortale per i migranti. Questo vuol dire”, ha aggiunto, “che intervenire li’ significa ridurre il numero delle vite a rischio”.