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Affari Europei
Elezioni Uk 2019, Corbyn vs Johnson. Si decide su Brexit e futuro governo

Elezioni Uk 2019:  il voto che decide il destino del Paese

Voto decisivo nel Regno Unito per le elezioni generali anticipate, definite dai media britannici come "storiche" perché decideranno il futuro della Brexit. Oltre 4 mila i seggi allestiti in tutto il Paese, che voterà fino alle 22 (le 23 ora italiana). La posta in gioco è alta: una Brexit 'realizzata' il 31 gennaio, secondo il leader dei conservatori Boris Johnson, oppure un altro rinvio, un nuovo negoziato e un nuovo referendum, secondo il leader laburista Jeremy Corbyn. Appena chiuse le urne, subito il primo verdetto: Bbc, Itv e Sky News daranno i primi exit poll. Nelle ultime elezioni, in quattro casi su cinque sono risultati fondamentalmente corretti.

Elezioni Uk 2019: Johnson vota, al seggio a Londra col suo cagnolino

Il primo ministro britannico e leader del Partito conservatore, Boris Johnson, ha votato. Come mostrano le immagini diffuse dai media britannici, BoJo si è recato al seggio allestito alla Methodist Central Hall a Londra col suo cane Dilyn. Alcune foto lo ritraggano mentre all'uscita del seggio, bacia il piccolo Jack Russel, che vive con lui e l fidanzata Carrie Symonds a Downing Street.

Corbyn vota a Londra, al seggio con moglie e sostenitori

Il leader laburista britannico, Jeremy Corbyn, ha votato in un quartiere Nord di Londra, accompagnato dalla moglie Laura Alvarez. Al seggio, come riporta il Guardian, Corbyn è stato accolto da un piccolo gruppo di sostenitori. Ad aspettarlo anche una donna vestita da Elmo, un personaggio del programma tv per bambini Sesame Street, che ha cercato di avvicinarsi ma è stata fermata dalle guardie del corpo.

Elezioni Uk 2019: la preoccupazione dei 3 milioni di cittadini Ue

Nel giorno delle Elezioni generali volute dal primo ministro Boris Johnson con l’obiettivo di rafforzare la maggioranza del partito conservatore per procedere senza intoppi verso la Brexit il prossimo 31 gennaio, è forte la preoccupazione dei circa 3 milioni di cittadini Ue che vivono e lavorano nel Regno Unito. Di questi, circa 700 mila sono italiani, secondo gli ultimi dati.    Nei giorni scorsi, il premier ha suscitato indignazione dicendo in un’intervista che gli stranieri residenti “hanno considerato per troppo tempo il Regno Unito come casa loro”, dopo essere più volte tornato ad avvicinare, come già aveva fatto durante la campagna per il referendum sull’uscita dall’Ue, l’immigrazione al terrorismo. L’associazione The3million, nata dopo la vittoria del “leave” al referendum del 2016, gli ha chiesto alla vigilia del voto di scusarsi, ricordandogli che con queste dichiarazioni offende non solo i milioni di stranieri, ma anche i moltissimi britannici che sono a loro legati con vincoli di parentela.   

Nel giugno 2016, ricordano i “remainers”, 17,4 milioni di cittadini britannici, quindi un terzo dei maggiorenni, ha scelto di lasciare l’Unione europea. E neanche questa volta, denuncia l’associazione, la maggior parte degli stranieri residenti avrà diritto di voto.    “Votare è un dono prezioso – è l’appello agli elettori diffuso via social network da The3million – milioni di cittadini europei nel Regno Unito e di britannici in Europa non possono votare, invidiando il vostro diritto di decidere il futuro dell’UK. Vai al seggio, non sprecare il tuo voto e pensa a noi senza diritti quando scegli!”. Si tratta di un invito al cosiddetto “voto tattico”, che prevede scegliere il candidato laburista o in pochi casi quello liberaldemocratico in quelle circoscrizioni in cui ha chance di battere il conservatore anche se non si è d’accordo con il programma di Jeremy Corbyn, sperando che si arrivi a un governo di coalizione e a un secondo referendum.    Dopo quella di polacchi e romeni, la comunità italiana è la terza più consistente in Gran Bretagna. Negli ultimi 3 anni, ovvero dal referendum, i flussi di cittadini Ue in arrivo da oltremanica sono diminuiti drasticamente (quasi l’80% in meno, da 220.000 a 50.000 persone, fonte Ispi), mentre sono aumentate le richieste di iscrizione ai rispettivi registri nazionali dei residenti all’estero nel tentativo di “stabilizzare” le posizioni di chi vive e lavora qui da tempo (All’Aire italiano si è arrivati recentemente a un record di 315 mila iscritti, quasi la metà del totale dei residenti, in crescita del 50%). Ma la preoccupazione spinge anche molti a tornare in patria: è il caso di moltissimi polacchi e anche di una parte dei lavoratori della City londinese. In questo caso, il programma di ultrasinistra di Corbyn preoccupa forse più ancora della Brexit. 

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