Dagli Usa arriva un monito all’Europa e alla Germania in particolare: stanno puntando troppo sulle politiche monetarie e poco sulle riforme per rilanciare la crescita in un momento di forte stagnazione dell’economia a livello globale. Lo sostiene il dipartimento del Tesoro statunitense nel suo rapporto semestrale sulle valute e le politiche economiche dei Paesi concorrenti degli Usa, che due volte all’anno invia al Congresso.
Il rapporto di fatto sottolinea come l’Europa, ma anche Giappone e Cina non stiano facendo abbastanza per sostenere la crescita mondiale. “I politici devono usare tutte le leve, inclusi gli stimoli fiscali dove esiste uno spazio fiscale, per controbilanciare le politiche monetarie accomodanti”, si legge nel rapporto.
Facendo riferimento all’economia americana, l’amministrazione Obama ha scritto che anche se la crescita del Pil è rallentata nei primi tre mesi del 2015, in parte a causa del severo inverno appena passato, tutti gli indicatori suggeriscono che la ripresa sta continuando e che la crescita rimarrà forte fino alla fine dell’anno. L’economia globale, a differenza di quella americana, continua a essere fonte di preoccupazioni. La crescita non sta accelerando riflettendo l’insufficienza di un mix di politiche macroeconomiche in alcuni paesi chiave.
Nel dettaglio l’Europa, secondo il Tesoro Usa, deve invece sostenere la crescita della domanda domestica: la Banca centrale europea ha fatto passi convincenti per sostenere la crescita e combattere la pressione al ribasso dei prezzi. Ma oltre a queste misure monetarie dovrebbero essere messe in campo politiche fiscali a livello nazionale e appropriare riforme strutturali.
Per quanto riguarda la Germania, il dipartimento guidato da Jack Lew sostiene che una forte crescita della domanda nel paese è essenziale, anche se continua a restare debole. Il rapporto arriva a una settimana dagli spring meetings a Washington del Fondo monetario internazionale nell’ambito dei quali sarà pubblicato il World Economic Outlook. In quell’occasione il segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, dovrebbe chiedere nuove misure per spronare la domanda interna.
Christine Lagarde è d’accordo con le valutazioni del Tesoro Usa. “Per evitare che una crescita mediocre diventi la ‘nuova realtà”, sostiene il direttore generale dell’Fmi, “le riforme strutturali devono andare di pari passo con le politiche macroeconomiche e finanziarie per aumentare la fiducia e generare investimenti. In troppi paesi, francamente, queste riforme sono in ritardo”.
Il Tesoro ha anche ammonito la Cina e la Corea del Sud per aver svalutato le loro monete, ma non ha definito nessuna delle nazioni prese in considerazione “manipolatrici”, un termine che usò l’ultima volta nel 1994 contro la Cina, e che potrebbe portare a sanzioni sul commercio.

