L’Ue e’ impegnata a “rivedere il futuro delle relazioni con la Russia e i partner dell’est”. Lo ha detto l’Alto rappresentante dei Ventotto per la politica estera, Catherine Ashton, arrivando al Gymnich, la riunione informale dei ministri degli Esteri europei che si tiene ad Atene oggi e domani. Bruxelles, ha fatto notare Ashton, resta in attesa del “ritiro delle truppe russe dall’Ucraina”, primo passo di un processo di “de-escalation”. La riunione affrontera’ anche i dossier relativi alla Siria e al negoziato tra palestinesi e israeliani, arrivato a un punto di rottura. Ma e’ l’Ucraina il ‘nodo’ considerato piu’ urgente; anche perche’ le tensioni con Mosca, come ha ricordato giovedi’ il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, sottolineando la necessita’ di un dialogo, rischiano di avere ripercussioni pericolose anche per la soluzione della crisi siriana, una crisi ormai impantanata da tre anni di ‘muro contro muro’.
Arrivando ad Atene, il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha pero’ detto che l’Europa non deve rinunciare a preparare nuove sanzioni. Per il capo del Foreign Office, c’e’ stato solo un ritiro “simbolico” di truppe di Mosca e restano ancora un gran numero di uomini ammassati al confine orientale ucraino, rendendo la situazione pericolosa. “Non abbiamo visto una reale de-escalation da parte della Russia e quindi l’Europa non deve rilassarsi, ma preparare un terzo livello di sanzioni e fare in modo che continuiamo ad avere una risposta forte e unita”, ha affermato Hague, alludendo alle dure misure economiche e commerciali che Bruxelles ha minacciato di adottare contro Mosca se si dovesse espandere nel sud e nell’est dell’Ucraina.
Intanto, sul terreno, nessuna novita’. Il governo di Kiev resta fermo sulla necessita’ delle nuove impopolari misure di austerita’ (a partire dall’aumento del 50% del costo del gas dal primo maggio) e oggi ha spiegato che si tratta del “costo dell’indipendenza” dalla Russia visto che il colosso energetico russo Gazprom ha aumentato la pressione e aumentato il prezzo del gas da 285 a 485 dollari per 1.000 metri cubi dal primo aprile. Yatseniuk, 39 anni, premier ad interim, ha comunque annunciato detto di aver avviato colloqui di emergenza con i partner europei per ottenere da loro il gas, invertendo il flusso delle condotte russe, in modo da rifornire Kiev a un prezzo scontato. Altri 15.000 soldati russi, intanto, sarebbero stati schierati nella repubblica separatista moldava di Transnistria sul confine occidentale ucraino. Lo ha denunciato il vicepremier ucraino, Vitali Yarema. La Trasnistria si autoproclamo’ repubblica autonoma dalla Moldavia nel 1992 ma e’ stata riconosciuta solo da Mosca.
Da notare infine che McDonald’s ha sospeso l’attivita’ dei suoi ristoranti in Crimea: nel suo sito ucraino, l’azienda americana ha spiegato che la chiusura e’ dovuta a “motivi di produzione” e che conta di riaprire il piu’ presto possibile; ma ha offerto lavoro ai suoi dipendenti in Crimea “in qualsiasi altro ristorante McDonald’s in Ucraina”, assicurando che li aiutera’ nella ricollocazione.
