Mancano ancora sette mesi alle prossime elezioni politiche in Inghilterra, ma David Cameron è già in piena campagna elettorale. La sua è una posizione molto scomoda perché è insidiato sia da destra che da sinistra. Così il premier ha deciso di adottare una strategia di guerra aperta contro tutti e in una intervista al Times ha scelto il tema del Fisco per scagliarsi contro il partito laburista.
“Abbassare le tasse è un dovere morale”, ha dichiarato il leader conservatore sottolineando come le tasse siano il Vallo di Adriano che lo contraddistinguono dalla sinistra: “La scelta è vostra, tra chi riduce le tasse e chi spende. Si dice a volte che i partiti sono tutti uguali”, spiega Cameron. “Oggi il contrasto tra Tory e Labour non potrebbe essere più chiaro. La gente deve potersi tenere il denaro che guadagna. In questo crede il partito conservatore, mentre è ovvio che per il Labour non è così”.
I sondaggi danno il partito di Cameron in calo, intorno al 29 per cento, mentre il partito laburista è in testa con il 35 per cento. Da qui a maggio però di strada ce ne è ancora tanta e i giochi potrebbero rovesciarsi. Soprattutto perché tutti i sondaggisti indicano il partito dell’Ukip come la vera forza in crescita. Per ora l’alleato dei 5Stelle è al 19 per cento, ma Nigel Farage non nasconde di mirare al numero 10 di Downing Street.
Ecco allora spiegato gli altri due grandi cavalli di battaglia di Cameron. Il premier inglese negli ultimi mesi ha assunto una linea intransigente nei confronti dell’immigrazione, anche di quella interna all’Unione europea. E Bruxelles è uno degli obiettivi primari delle sue critiche. Il leader dei Tory non perde occasione per attaccare i burocrati comunitari. E non dimentichiamoci che se Cameron dovesse essere rieletto, nel 2017 si terrà un referendum per l’uscita di Londra dall’Ue.

