Botta e risposta tra Unione europea e autorita’ scozzesi: dopo le parole del presidente della Commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso, il premier di Edimburgo, Alex Salmond, ha affermato che Bruxelles trovera’ un modo per tenere la Scozia all’interno delle istituzioni comunitarie nel caso in cui venisse approvata la secessione da Londra nel referendum del 18 settembre. Domenica Barroso aveva avvertito che sarebbe “difficile se non impossibile” per una Scozia indipendente far parte dell’Ue. Un’affermazione contestata da Salmond che, di fronte a una platea di imprenditori ad Aberdeen, ha voluto rassicurarli dicendosi convinto che l’Unione europea “trovera’ un sistema pragmatico per conciliare l’espressione di un desiderio democratico da parte della Scozia”.
Un eventuale rifiuto, ha aggiunto Salmond, metterebbe a rischio “l’ideale europeo di espressione democratica e inclusione”, ponendo una “sfida all’integrita’ dell’Ue perfino maggiore e piu’ fondamentale rispetto alla minaccia di un’uscita della Gran Bretagna”. Salmond ha colto anche l’occasione per rispondere al cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, sottolineando che Edimburgo non si fara’ carico di parte del debito pubblico britannico nel caso Londra costringesse una Scozia indipendente ad abbandonare il pound. La settimana scorsa, infatti, Osborne aveva affermato che in caso di separazione dal Regno Unito, la Scozia avrebbe dovuto fare a meno anche della sterlina.

