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Letta punta tutto sul semestre europeo. Ma il calendario è avverso

Letta punta tutto sul semestre europeo. Ma il calendario è avverso
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Letta sta puntando tutto sui prossimi 11 mesi per rilanciare l’Italia e l’Ue. Ma una serie di ostacoli, in primis il rinnovo delle Istituzioni, rischiano di far falliere il piano del permier. GLI SCENARI

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Enrico Letta sta puntando tutto sui prossimi undici mesi per rilanciare l’Italia e l’Europa, di cui sarà alla guida a partire dal primo luglio. In un incontro a Bruxelles con i massimi rappresentanti delle Istituzioni comunitarie il premier è stato chiaro: il 2014 deve essere l’anno della svolta, quello che porterà ad un rilancio dell’economia e ad un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini europei.

Ci sono però una serie di ostacoli che vanno al di là delle buone intenzioni del Presidente del Consiglio. Uno dei punti centrali su cui il Parlamento e la Commissione si stanno giocando la credibilità è l’accordo sull’Unione bancaria. Un pacchetto di riforme che dovrebbe, in massima sintesi, stabilizzare il comparto bancario e mettere al riparo i debiti sovrani dalla speculazione. Alcuni definiscono il provvedimento ‘epocale’ e a Bruxelles si vorrebbe arrivare ad un accordo prima delle elezioni di maggio. Un segnale forte che ridia ai cittadini fiducia nell’Europa. In Parlamento però in questi giorni è il Vietnam e nelle discussioni sono emerse le due visioni contrapposte tra Stati del Nord e del Sud. Tanto che alcuni eurodeputati confidano ad Affaritaliani.it che è illusorio pensare di poter raggiungere un accordo prima delle elezioni. Insomma, una prima battuta di arresto.

Ma c’è di più. Letta ha voluto mettere l’accento al semestre di presidenza italiano che inizierà a luglio. Il suo scopo è quello di dare un forte imprinting alla presidenza europea in termini di crescita ed equità sociale. Ma anche qui ci sono degli ostacoli temporali. Se infatti il parlamento sarà eletto a fine maggio, solo a giugno, dopo la formazione dei gruppi e l’elezione del Presidente, entrerà in funzione. A quel punto ci sarà un rinnovamento ai vertici della Commissione europea. “Contando che di mezzo c’è agosto”, spiega ad Affaritaliani.it un funzionario europeo, “la Commissione non si insedierà prima di novembre”. Il 2014 più che l’anno della svolta, sembra destinato ad essere l’anno dell’immobilismo.