“All’Europa viene oggi prepotentemente chiesto un di piu’ di responsabilita’, un di piu’ di iniziativa, un di piu’ di coesione. Solo cosi’ potremo vincere le sfide arroganti che il terrorismo porta sin dentro le nostre case, dopo aver insanguinato le terre medio-orientali, asiatiche e africane, tuttora gravemente colpite, come la settimana scorsa a Bamako”. Lo ha detto a Strasburgo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando che “l’Unione Europea rappresenta, nel contesto internazionale e nella immaginario collettivo, un punto di riferimento per ogni persona, popolo e Stato che basi la sua esistenza sulla pace tra le nazioni, sulle liberta’ e il rispetto dei diritti dei cittadini”.
“Dopo la crisi finanziaria che ha pesato sui debiti dei paesi europei, occorre passare dalla logica emergenziale che ha caratterizzato l’approccio alle crisi in questi anni a una visione di lungo periodo, che consenta all’Unione di elaborare politiche in grado di stimolare crescita, creare lavoro, ridurre stabilmente le diseguaglianze” ha poi detto Mattarella che ha voluto ricordare, il giorno dopo il solenne funerale in piazza San Marco a Venezia, la vittima italiana della strage di Parigi, Valeria Solesin, all’inizio del suo intervento. “A Parigi – ha detto – e’ stata colpita la nostra vita di tutti i giorni, i nostri valori comuni”.
“La libera circolazione, aticosamente raggiunta, e’ oggi a messa sotto pressione”. ha poi detto il Presidente della Repubblica, il quale ha affermato che esiste contro la minaccia del terrorismo “la ricorrente tentazione di chiudere le frontiere. Non esistono risposte semplici e oggi a tocca all’Unione europea tenere saldo il timone. Infatti – ha aggiunto – la libera circolazione delle persone, messa come ho ricordato sotto pressione sia dal fenomeno migratorio sia dalla minaccia del terrorismo, ha come suo logico corollario il rafforzamento della collaborazione fra Paesi membri per la salvaguardia e la gestione della frontiera esterna comune e, in un secondo tempo, la creazione di istituzioni comuni in grado di gestire i flussi migratori”.

