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Migranti, Bruxelles: ora regole comuni su asilo

Il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans: “Serve andare rapidamente verso regole europee comuni sulla richiesta d’asilo, sapendo che solidarietà e responsabilità sono principi indissolubili”

L’Europa “non abbandonera’ mai chi ha bisogno di protezione”. Lo ha assicurato il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, nel corso della visita a Calais, nel nord della Francia. Timmermans ha annunciato che Bruxelles stanziera’ la cifra ulteriore di 5 milioni di euro per aiutare la Francia ad assistere migliaia di migranti e rifugiati accampati a Calais nella speranza di raggiungere la Gran Bretagna. Timmermans ha poi ricordato che “serve andare rapidamente verso regole europee comuni sulla richiesta d’asilo, sapendo che solidarietà e responsabilità sono principi indissolubili”. Il vicepresidente della Commissione Ue e’ intervenuto assieme al primo ministro francese, Manuel Valls. “Troppi Paesi si stanno rifiutando di fare la loro parte”, ha sottolineato Valls, una situazione “inaccettabile e contraria allo spirito europeo”. Il 14 settembre a Bruxelles si terra’ un vertice dei ministri della Giustizia e dell’Interno Ue sull’emergenza immigrazione.

Intanto Bruxelles difende il principio della libera circolazione dei cittadini, in quanto “parte integrante e fattore essenziale del successo del mercato unico”, ma concede al ministro degli interni del Regno Unito Theresa May che tale principio non viene messo in discussione se si aumentano “gli sforzi per combatterne gli abusi”. Lo ha riferito una portavoce della Commissione europea, dopo che May ha ipotizzato la chiusura delle frontiere britanniche per gli europei che non abbiano gia’ un lavoro nel Regno Unito. In queste ore, il vicepresidente Frans Timmermans e il commissario Dimitris Avramopoulos sono a Calais per discutere dell’emergenza immigrazione con il governo francese.

Per far fronte all’emergenza migranti, i ministri della Giustizia e dell’Interno dell’Ue si riuniranno il prossimo 14 settembre a Bruxelles. E il clima e’ teso tra le cancellerie europee: l’Ungheria ha respinto le accuse della Francia sulla gestione dell’emergenza e ha annunciato la convocazione di un rappresentante diplomatico di Parigi. Il ministro francese, Laurent Fabius, ha definito “scandaloso” l’atteggiamento di alcuni Paesi dell’Est, riferendosi in particolare al muro di filo spinato tra Ungheria e Serbia. E fa discutere l’intervista del ministro dell’Interno britannico che ha criticato gli accordi di Shengen, cui Londra non aderisce, che avrebbero “alimentato l’emergenza immigrazione”.

Intanto, proseguono gli arrivi dei profughi – via mare e via terra – e le tragedie. Si e’ aggravato l’ennesimo naufragio davanti alle coste di Khoms, a est di Tripoli, in Libia: i morti sono almeno 37. Disperati continuano a tentare la traversata dalla Turchia alle isole greche: sono sbarcati al porto del Pireo ad Atene 2.500 rifugiati, trasferiti in traghetto, in un’operazione che da settimane cerca di alleggerire la situazione sulle isole. Nella notte, sempre nel Pireo, ha attraccato un’imbarcazione con a bordo 1.745 immigrati provenienti da Lesbo. Secondo i dati della guardia costiera, da venerdi’ a oggi sono stati recuperati circa 2.500 persone in diverse operazioni nelle isole orientali del Mar Egeo. Una volta giunti al Pireo, la maggioranza dei migranti continua il viaggio verso la Macedonia e quindi il nord Europa. “Abbiamo gia’ passato il peggio, siamo stati arrestati dai curdi, dallo Stato islamico, dal Fronte Al Nusra, abbiamo attraversato la Turchia, e’ gia’ un miracolo se siamo riusciti a sopravvivere a tutto questo”, ha raccontato una donna, arrivata stremata in Serbia e che si appresta a oltrepassare il muro di filo spinato per giungere in Ungheria. Migranti, muniti di documenti, starebbero per lasciare Budapest alla volta dell’Austria e della Germania, a bordo di treni diretti a Vienna e a Monaco di Baviera. Una notizia, diffusa da fonti locali, smentita tuttavia dalla Germania: non esistono “treni speciali”, “l’asilo politico va chiesto li’”, ha affermato il portavoce di Angela Merkel. Controlli sono stati istituiti lungo l’autostrada tra Austria e Ungheria, dove sono stati scoperti 200 migranti e arrestati 5 trafficanti.