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Migranti, l’Italia: controllo delle frontiere e gestione degli arrivi sia Ue

Migranti, l’Italia: controllo delle frontiere e gestione degli arrivi sia Ue
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Se l’Unione europea va nella direzione di “europeizzare” i controlli alle frontiere esterne, con l’istituzione di una riserva unica di guardie da fare intervenire nelle situazioni di emergenza quando gli stati direttamente coinvolti non sono in grado di farlo, allora occorre anche condividere il compito di identificare e registrare i migranti in arrivo. E’ la posizione italiana sul nuovo pacchetto di misure per il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione europea secondo quanto riferiscono fonti Ue in vista del dibattito al Consiglio europeo di domani e dopodomani.

Gia’ ieri, il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi aveva sottolineato, a margine della riunione del Consiglio dei ministri Ue che preparavano il vertice, che e’ si’ “fondamentale europeizzare la gestione delle frontiere”, ma lo e’ anche farlo per “la redistribuzione, la condivisione dell’onere, i rimpatri”. Proprio su questi punti, secondo il governo italiano, dovrebbe basarsi la revisione del regolamento di Dublino, prevista per l’anno prossimo.

Finora, fa notare una fonte comunitaria, quando un migrante arriva in un paese europeo, a questo spetta la responsabilita’ di tutto il processo di accoglienza, l’identificazione, la registrazione, la distinzione fra chi ha diritto alla protezione internazionale e chi deve essere rimandato al paese d’origine, fino al rimpatrio stesso. Con il nuovo pacchetto di misure, spiega la fonte, anche questo dovrebbe essere condiviso, e non solo il controllo delle frontiere. Neanche per questo, sottolinea, sarebbe necessario cambiare il trattato.