Nato: Germania a Usa, “irrealistico” raddoppio spesa difesa
Il ministro degli Esteri tedesco, il socialdmeocratico Sigmar Gabriel, ha avvertito che è “completamente irrealistico” “pensare che la Germania aumenti la sua spesa per la difesa dagli attuali 35 miliardi a 70 miliardi”. Gabriel ha replicato così, a margine della ministeriale Nato a Bruxelles, al nuovo pressing da parte del segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, perché gli alleati Nato aumentino fino al 2% del Pil entro quest’anno le loro spese per la difesa e la sicurezza.
Merkel e l’Ue meditano la ritorsione per l’innalzamento dei dazi di Trump
Si tratta del primo punto sul tavolo della riunione in corso nel vecchio quartier generale dell’Alleanza, ed è il tema su cui l’amministrazione Trump insiste dall’inizio. Secondo Tillerson, i partner dovrebbero presentare i loro piani di aumento degli investimenti già al vertice del 25 maggio.“Il nostro obiettivo dovrebbe essere concordare all’incontro dei leader a maggio che entro la fine dell’anno tutti gli alleati abbiano realizzato l’impegno delle linee guida oppure abbiano sviluppato piani che dicono chiaramente come esso sarà realizzato”, ha affermato Tillerson. Un piano che però non piace alla Germania, né a Gabriel né alla stessa Merkel che non è per niente ben disposta nei confronti di Trump dopo la questione dei dazi sui prodotti europei.
Stoltenberg: “La Germania ha iniziato ad aumentare le spese”
“Tutti gli alleati della Nato comprendono il bisogno di una condivisione degli oneri” connessi alla difesa europea “e rispettano le decisioni prese nel 2014”, cioè l’impegno di elevare la spesa militare al 2% del Pil entro un decennio. “E la Germania ha iniziato ad aumentare” le spese militari. “Abbiamo visto un significativo aumento nel 2016 e un ulteriore aumento è atteso nel 2017. La Germania ha iniziato a muoversi nella giusta direzione”. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg risponde, in conferenza stampa a Bruxelles, in merito alle posizioni della Germania sull’aumento delle spese per la difesa (il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel ha definito “irrealistico” l’obiettivo di portarle al 2% del Pil).
