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Roaming, Parlamento Ue pronto alla battaglia. “E’ il Consiglio che frena, aboliamolo”

Roaming, Parlamento Ue pronto alla battaglia. “E’ il Consiglio che frena, aboliamolo”
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“Come Parlamento avevamo votato l’abolizione del roaming a partire dal 2016. Sono stati i governi a rimandare tutto. Se fosse per me abolirei il Consiglio che non è stato eletto da nessuno”. L’intervista di Affaritaliani.it a Lara Comi, membro della commissione per il Mercato interno

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Comi, che cosa pensa dello stop all’abolizione del roaming arrivato da parte del Consiglio Ue?
“Come membro della commissione per il Mercato interno credo che l’abolizione del roaming sia fondamentale. Parliamo sempre di andare verso una unione economica, ma poi quando ci sono dei passi da fare ci tiriamo indietro”.

Non condividete la posizione del Consiglio?
“E’ sbagliato rimandare al 2018 l’abolizione del roaming. Viviamo in una Europa unita ed è impensabile che quando ci si sposta da uno Stato all’altro si debbano pagare delle tariffe extra”.

Come Parlamento Ue avevate votato l’abolizione a partire dal 2016, come vi comporterete adesso in Aula nei confronti della proposta del Consiglio?
“Ne abbiamo parlato con la Commissaria competente, ma non abbiamo ancora definito una posizione comune. Il nostro obiettivo è quello di eliminare il roaming il prima possibile. Siamo quindi pronti a riconfermare quello che avevamo chiesto nella scorsa legislatura”.

E’ il Consiglio che vuole ‘meno Europa’?
“Il vero vincolo ad una Europa più unita sono gli Stati membri. Noi, come Parlamento, siamo l’unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini. Nel 2014 avevamo chiesto la fine del roaming per il 2016. Sono stati poi i governi, in sede di Consiglio, ha bocciare la nostra proposta”.

Ci vorrebbe più coraggio da parte degli Stati?
“Se fosse per me abolirei il Consiglio. Anche perché rischia di passare l’idea che è l’Europa che è cattiva, lenta e che non sa gestire i problemi. Ma sono gli Stati che ci mettono i bastoni tra le ruote”.

Secondo lei i governi nazionali rispondono a degli interessi economici?
“Credo che ci siano due problemi differenti. Da un lato una carenza dal punto di vista di infrastrutture tecnologiche. Dall’altro ci sono alcune piccole compagnie che, se si abolisse il roaming, dovrebbero fare i conti con le grandi società. Altre aziende, come Vodafone o Telefonica, sono invece assolutamente favorevoli ad uno stop del roaming”.