Oggi a Bruxelles si riuniranno i 28 ministri degli Esteri dell’Unione. Lo scopo è quello di delineare una strategia comune per affrontare la crescente minaccia alla sicurezza dell’Unione europea rappresentata dal terrorismo di matrice islamica. Uno dei dossier più caldi sarà Schengen, L’accordo prevede che ogni cittadino europeo possa viaggiare liberamente nell’Unione, non esiste tuttavia un sistema comune di sicurezza, se non lo Schengen Information System, un sistema di scambio di informazioni tra Stati che dovrebbe essere rafforzato.
Altro capitolo fondamentale è il Registro passeggeri europeo. Un provvedimento, arenato in Parlamento, che dovrebbe obbligare le compagnie aeree a rendere noti ai governi i nomi di tutti i passeggeri dei voli. Una legge ferma a Strasburgo per i forti timori di violazione della privacy.
C’è poi il capitolo foreign fighters. Dall’Europa dovrebbe arrivare una strategia per evitare che persone che sono state in teatri di guerra, come in Siria o in Iraq, possano tornare in Europa per commettere attentati. In quest’ottica Federica Mogherini, come Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, vuole spingere perché si affrontino alla radice le cause di instabilità in Nord Africa e Medio Oriente.

