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Volley, dopo le polemiche su Velasco domani tocca agli uomini: Roma resta fuori dal campo

Le donne tornano dall’Europeo con l’argento e Velasco finisce sotto esame dopo anni di trionfi. Gli uomini cominciano domani la loro corsa continentale senza romani né laziali tra i 14. Ma Alessandro Bovolenta, romano di nascita e figlio d’arte, resta una delle carte azzurre per il domani.

Volley, dopo le polemiche su Velasco domani tocca agli uomini: Roma resta fuori dal campo

Dall’argento delle donne al debutto degli uomini: l’Italia cambia campo senza smettere di far discutere. Velasco viene processato sul web dopo la finale persa con la Turchia; domani a Napoli parte l’Europeo maschile, ma nei 14 non c’è un solo giocatore nato a Roma o nel Lazio. Il nome da appuntarsi per il futuro è Alessandro Bovolenta.

Velasco, dall’altare al processo in cinque set

Nel volley italiano bastano cinque set per passare dal monumento al banco degli imputati. Julio Velasco perde 3-2 a Istanbul contro la Turchia la finale dell’Europeo e sul web si apre immediatamente il processo: il doppio cambio nel secondo set, la gestione di Egonu, Antropova spostata di ruolo, le alternative utilizzate poco o male. Critiche tecniche legittime che, sui social, diventano facilmente sentenze.

Eppure questa Italia arrivava dall’oro olimpico e da quello mondiale e si è arresa soltanto al tie-break, davanti a un palazzetto turco trasformato in bolgia. La sconfitta ha interrotto una serie di 21 vittorie consecutive nei tre grandi tornei internazionali. Altro che fallimento. Velasco, del resto, ha risposto con una frase che sembra scritta apposta per il tribunale della rete: «Il secondo non è il primo dei perdenti».

Criticare il nostro C.T., dopo tutto quello che ha costruito, sfiora il paradosso. Ma in Italia funziona spesso così: finché vinci sei un genio, un maestro, quasi un monumento nazionale; appena perdi una partita, o semplicemente molli un centimetro, parte il processo. Si dimenticano in fretta i trionfi, si riscrivono le gerarchie, si cercano colpevoli. Nel caso di Velasco il meccanismo appare ancora più grottesco: una finale persa al tie-break basta per mettere in discussione un allenatore che ha fatto della vittoria, della cultura del lavoro e della gestione dei gruppi una carriera intera. La memoria sportiva, da noi, a volte dura meno di un set.

Domani gli uomini: nell’Italia non c’è Roma

Archiviato Istanbul, il pallone torna subito in aria. Domani, 10 settembre, alle 21.05, l’Italia maschile di Ferdinando De Giorgi debutta agli Europei contro la Svezia nella cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli. Gli azzurri bicampioni del mondo ripartono con ambizioni enormi e una curiosità che, vista dalla Capitale, salta agli occhi: nei 14 convocati non c’è nessun giocatore nato a Roma o nel Lazio.

Un’assenza geografica che potrebbe però avere vita breve. Alessandro Bovolenta, opposto nato a Roma il 27 maggio 2004, ha lavorato nel gruppo azzurro durante l’estate ma non è entrato nella lista definitiva per l’Europeo. È uno dei nomi più interessanti della nuova generazione e porta addosso anche un cognome pesantissimo: è il figlio dell’indimenticato Vigor Bovolenta, 206 presenze in Nazionale, argento olimpico ad Atlanta ’96 e protagonista della Generazione dei Fenomeni, scomparso nel 2012.

Roma, dunque, stavolta resterà fuori dal campo. Ma un pezzetto del futuro azzurro potrebbe essere nato proprio qui.