La Commissione europea ha pubblicato oggi i primi documenti mirati a riformare il mercato dei capitali nell’Ue e a favorire il rilancio delle cartolarizzazioni, che dalla crisi hanno subito una forte frenata in quanto accusate di esserne una delle principali cause.
L’obiettivo dichiarato è di avere una vera e propria unione dei capitali entro il 2019, che faciliti lo spostamento di capitali tra i confini dei paesi Ue e che fornisca fonti di finanziamento per le piccole e medie aziende che siano alternative e complementari ai consueti canali bancari.
L’Esecutivo Ue ha pubblicato oggi tre libri verdi, documenti con cui invita la parti interessate entro tre mesi a presentare opinioni e suggerimenti, prima di lanciare proposte legislative specifiche.
Con il libro verde sull’unione dei capitali, Bruxelles punta a diminuire la dipendenza delle Pmi dalle banche, favorendo per esempio lo sviluppo di un vero mercato europeo per i venture capital, cioè finanziamenti privati più rischiosi ma fondamentali per il supporto a nuove idee e nuovi progetti sviluppati dalle Pmi.
La Commissione stima che se il mercato europeo dei venture capital fosse stato sviluppato come quello americano, “ci sarebbero stati a disposizione delle aziende 90 miliardi di euro in più tra il 2007 e il 2013”, secondo quanto si legge in una nota stampa pubblicata oggi.

