Dopo il premio consegnato nella Sala della Protomoteca a Wanna Marchi e Stefania Nobile, Roma Capitale rivede le procedure. Programmi, ospiti e premiati dovranno essere comunicati in anticipo: meglio sapere prima chi salirà sul palco.
Alla fine il caso Wanna Marchi qualche conseguenza concreta l’ha prodotta. Dopo il premio ricevuto nella Sala della Protomoteca, Roma Capitale ha deciso di rimettere mano alle procedure per la concessione delle sale istituzionali. Non serviranno formule magiche, amuleti, spargimenti di sale o televendite: basterà, molto più semplicemente, conoscere in anticipo programma, partecipanti e premiati.
Dopo le polemiche raccontate ieri da Affaritaliani Roma, Palazzo Senatorio ha infatti annunciato una revisione delle modalità di istruttoria. L’evento del 23 settembre era un’iniziativa privata organizzata da Edizioni Cento e tra i premiati figuravano Marchi e la figlia Stefania Nobile. Il consigliere capitolino Dario Nanni, che aveva richiesto la sala, ha spiegato di non essere stato informato preventivamente della loro presenza e si è assunto la responsabilità della richiesta.
A ridimensionare la vicenda è però Alessandro Ferri, organizzatore del Premio internazionale della cultura ed editore dei volumi premiati. In un’intervista a Repubblica ha definito eccessivo il clamore suscitato dal caso e ha precisato che per l’utilizzo della Protomoteca non sarebbe stato versato alcun corrispettivo. Ferri ha inoltre ricordato di aver organizzato negli anni, insieme a Nanni, numerose iniziative analoghe, sostenendo dunque che quella serata non rappresentasse un’eccezione nelle modalità organizzative.
Più controlli prima di concedere le sale
La strada scelta dal Comune è piuttosto lineare: prima di autorizzare l’utilizzo di una sede prestigiosa, gli uffici dovranno avere un quadro più completo dell’iniziativa. Gli organizzatori saranno quindi chiamati a trasmettere con congruo anticipo i programmi definitivi, i nomi dei partecipanti e quelli degli eventuali premiati, così da consentire una valutazione preventiva più accurata.
Una misura tutto sommato semplice, ma destinata a diventare decisiva dopo quanto accaduto in Protomoteca.
Nuove linee guida per evitare altri casi
Roma Capitale valuterà inoltre l’adozione di linee guida specifiche e, se necessario, eventuali modifiche al regolamento, con l’obiettivo di rendere più chiari e rigorosi i criteri per l’uso delle sedi istituzionali. Il punto, in fondo, è piuttosto evidente: una sala del Campidoglio porta con sé un valore simbolico che va ben oltre il semplice utilizzo di uno spazio.
E così il caso Wanna Marchi lascia dietro di sé almeno una novità amministrativa: prima di concedere una sala, il Campidoglio vorrà sapere con maggiore precisione chi ci entrerà e perché. Una precauzione che, vista la bufera degli ultimi giorni, appare meno rivoluzionaria e decisamente più utile.


