Maturità classica '23: "Giovani ossessionati da apparenza e pressione social"

Il latinista Luigi Miraglia su Affaritaliani.it commenta la seconda prova, una versione di Seneca

di Eleonora Perego
Cronache

Maturità 2023, al liceo classico la versione di Seneca. Il latinista Miraglia ad Affari: "I giovani intrappolati dal conformismo"

È un brano di Seneca quello deciso dal ministero dell'Istruzione come versione di latino, per la seconda prova di maturità al Liceo classico. "Chi è saggio non teme il volgo": cercare il favore della folla non porta felicità ma alla rovina. Al maturando, oltre alla traduzione, nella seconda parte del compito è stata chiesta la comprensione e l'interpretazione del testo, l'analisi linguistica e stilistica, un approfondimento e riflessioni personali sul tema.

Un testo di notevole complessità, con un’esortazione importante, forse rivolta agli stessi giovani che l’hanno analizzato. Affaritaliani.it ha interpellato Luigi Miraglia, latinista e filologo classico, fondatore e direttore dell'Accademia Vivarium Novum, per capire come “leggere” in chiave attuale la versione di latino della maturità 2023. “La tematica affrontata da Seneca non si collega soltanto alla situazione di crisi morale del presente, ma riguarda un po’ la formazione di tutti i ragazzi – spiega Miraglia – Quella del ministero è stata sicuramente una scelta adeguata per i giovani di oggi, il cui problema fondamentale è il conformismo, la difficoltà di poter trovare in sé dei punti fermi”.

Un’esortazione, quella di Seneca, che “se inserita all’interno di un percorso formativo più lungo, potrebbe aiutare i ragazzi a capire che un uomo buono, che voglia avere una visione della realtà più personale e libera, non deve fidarsi e rivolgersi solo a giudizi che vengono esternamente da gruppi”. Non solo: Miraglia spiega che il filosofo con le sue parole ha voluto “esortare anche ad evitare il desiderio di apparenza, e a coltivare nell’animo una realtà e una verità dell’essere”. Questo aspetto, spiega il latinista ad Affari, è estremamente attuale: “La generazione di oggi vive solo di apparenza, in  modo così pervasivo da fare dell’apparenza la realtà. Il pericolo è ancora più grande a causa della pressione sociale che è diventata 'pressione social', moltiplicando i propri effetti all’infinito. Esiste un desiderio solo di sembrare, di stare sulla scena, di essere applauditi, mentre Seneca richiama all’interiorità”.

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La maturità 2023, forse la prima dopo il ritorno alla “normalità” post-Covid, è caratterizzata anche da un’altra riforma, già avanzata prima della pandemia: l’introduzione di un pre-testo, introduttivo, che contestualizza la versione.

“Una novità interessante – commenta su Affari Miraglia – perché spesso i testi sono decontestualizzati e difficili da comprendere. Ma non vorrei che questo spostamento, soprattutto dal punto di vista della valutazione , facesse passare in secondo piano l’elemento linguistico, che è il fondamento. Se i giovani non imparano a possedere la lingua latina non potranno mai apprendere i tesori della cultura classica e antica”.

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