Tangenti a Bruxelles, l’occasione dell'Ue per mettere in difficoltà il Qatar

É singolare, bisogna ammetterlo, che la "bomba" arrivi proprio nell’imminenza della finale dei mondiali che si sta tenendo proprio in Qatar...

Di Giuseppe Vatinno
Esteri

Mazzette dal Qatar a Bruxelles. E l'Ue sfrutta l'occasione...

C’è del marcio a Bruxelles e ci sono pure diversi italiani implicati. Ieri la notizia è esplosa nel pieno dell’inverno belga in una città - “capitale d’Europa” - che in questa stagione è già triste di suo, appena addolcita dai mercatini illuminati per il Natale imminente.

Già i deputati stavano abbandonando la Capitale belga quando le agenzie hanno battuto la notizia: fermato ieri mattina l’ex eurodeputato del Pd Antonio Panzeri, ora Articolo Uno (il partito di Roberto Speranza), il suo assistente nella passata legislatura Francesco Giorgi e Luca Visentini segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc).

Insieme a loro anche Niccolò Figà-Talamanca direttore della Ong No Peace Without Justice con sede a Bruxelles. La notizia era stata in realtà anticipata da due quotidiani belgi e cioè Le Soir e Knack, che poi nella serata hanno precisato che nella lista c’è anche Eva Kaili, compagna di Giorgi, socialista greca e vicepresidente del Parlamento europeo che è stata subito espulsa dal suo partito nazionale.

La Procura federale belga ha diramato un comunicato in cui si dice che: “Da diversi mesi gli inquirenti della polizia giudiziaria sospettano che uno Stato del Golfo abbia cercato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo. Sono stati sequestrati contanti per 600 mila euro oltre a materiale informatico e telefoni cellulari”.

I 600 mila euro in contanti sarebbero stati trovati proprio nell’appartamento di Panzeri. I giornali belgi indicano nel Qatar, dove si stanno svolgendo gli attuali mondiali di calcio, lo Stato corruttore. Sempre ieri sono state arrestate moglie e figlia di Panzeri che sono state associate al carcere di Bergamo su mandato di arresto europeo.

Panzeri è stato sindacalista CGIL e ha contrastato la linea di Sergio Cofferati che era secondo lui troppo intransigente. La cronaca è molto complessa, e riguarda molte persone. Dunque vogliamo svolgere solo qualche considerazione generale premettendo che saranno poi i tribunali a decidere la verità processuale.

Tuttavia il fatto che siano stati trovati ben 600.000 euro in contanti nella residenza belga di Panzeri ci permette di dire che qualcosa di certo sotto c’è perché è difficile che la magistratura prenda queste misure se non è estremamente sicura. Ed è quantomeno singolare che la bomba deflagri proprio nell’imminenza della finale del campionato mondiale di calcio che si sta tenendo proprio in Qatar, il Paese che è stato identificato come il possibile corruttore.

Quindi al di là delle responsabilità personali dei fermati che potrebbero essere a breve arrestati bisogna capire se dietro le accuse di reati concreti dei singoli non ci sia stata –assolutamente sotto traccia- anche la volontà di “sfruttare l’occasione” per mettere in difficoltà proprio il Qatar, noto per la sua intolleranza religiosa e i diritti dei lavoratori calpestati.

Non è da escludere che ci possa poi essere anche un collegamento con quanto sta avvenendo in questi giorni in Iran. Infatti sia il Qatar che l’Iran sono regimi teocratici che violano i diritti civili fondamentali e Bruxelles potrebbe aver sfruttato –giustamente- l’occasione per indebolirli.

Forte nella Capitale belga è anche la polemica contro Gianni Infantino, Presidente della Fifa, strenuo difensore dei mondiali di calcio in Qatar da lui fermamente voluti.  Ce ne eravamo occupati qui: https://www.affaritaliani.it/economia/gianni-infantino-il-bullo-a-capo-della-fifa-paladino-della-cancel-culture-826560.html

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