Rai, ascolti in picchiata per i Tg. Il motivo? Servizi grezzi e poco chiari

Le notizie vanno date senza citare sigle di enti o uffici, oppure dando per scontato che lo spettatore conosca gli antecedenti...

di Giuseppe Corigliano
Carlo Fuortes, Ad Rai
MediaTech

Rai, tg in caduta libera: menomale che c'è Giovanna Botteri, unica a stabilire un'intesa col telespettatore 

La notizia è che il Tg1, Tg2,Tg3 perdono ascolti. Mi sembra perfettamente logico. Se prendessi un ragazzo di 13 anni e una signora di 65 e li facessi assistere a uno dei telegiornali, potrei chiedere dopo cosa hanno capito. Credo che almeno la metà delle notizie non siano state per nulla chiare.

Per fortuna esiste un esempio positivo: Giovanna Botteri che riesce a stabilire immediatamente un’intesa col telespettatore e gli spiega cosa è avvenuto. Attualmente è la corrispondente da Parigi dove stanno accadendo alcuni disordini che lei spiega in modo convincente.

Se fossi un dirigente Rai pregherei i giornalisti di ascoltare per un’ora i servizi di Giovanna. Credo che la lezione sarebbe efficace e che, in seguito, gli ascolti dei telegiornali tornerebbero a crescere. La causa del calo è una. Lo spettatore non capisce. Molti corrispondenti ammassano notizie come una telescrivente umana. La Botteri ti spiega, partecipa, stabilisce una corrente di simpatia.

Ammetto: vorrei fare il dirigente Rai per un mese. Sono convinto che riuscirei a far aumentare gli ascolti. Le notizie vanno date senza citare sigle di enti o uffici, oppure dando per scontato che lo spettatore conosca gli antecedenti. Il tono di voce deve seguire il significato di ciò che si sta dicendo e non ammassare le notizie con lo stesso tono:  gli argomenti trattati vanno illustrati come se fosse la prima volta. Diventano ridicole certe corrispondenze in cui vengono stipati argomenti diversi per poi concludere: è tutto. Direi che è un tutto fatto male. Come mai i dirigenti Rai non se ne accorgono?

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