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Affari di Genio
Soft skill nel mondo del lavoro: sono davvero così importanti?

A lungo le competenze tecniche, le cosiddette hard skill, hanno giocato un ruolo di primo piano per la riuscita nel lavoro. Oggi però, anche a fronte di un mercato più complesso, dinamico e globalizzato, le sole competenze tecniche non sembrano più sufficienti. Gli imprenditori considerano le competenze trasversali un importante elemento di valutazione dei candidati. 

Così afferma uno studio del 2012 a cura del prof. Marcel M. Robles del Corporate Communication & Technology dell’Università del North Dakota. E non è certo l’unico. Le voci al riguardo sono tante. 

In ambito UE già nel 2008 (*1) era stato evidenziato come le organizzazioni moderne cominciavano ad attribuire più valore alle Soft Skill che in passato. La ricerca UE sottolineava come il lavoro di squadra, la capacità di comunicazione interpersonale, lo spirito d’iniziativa, la creatività, lo spirito imprenditoriale, la leadership, la capacità di presentazione e la capacità di imparare velocemente fossero elementi ritenuti sempre più importanti nel mondo del lavoro. 

Nel 2014 una ricerca americana realizzata da CareerBuilder, leader globale nel mondo degli head hunter con il più ampio sito di ricerca di lavoro negli USA, ha rilevato su un campione di oltre 2000 aziende che il 77% degli imprenditori ritiene le Soft Skill altrettanto importanti delle Hard Skill. Il 16% le ritiene persino più importanti delle Hard Skill, in fase di valutazione di un candidato.

Tutto questo succede perché negli ultimi anni la globalizzazione, la tecnologia e la crescente diversità della società (di età, genere, istruzione, etnia...) richiedono sempre più la padronanza di competenze trasversali nei luoghi di lavoro. Chi non è in grado di imparare velocemente non è in grado di stare dietro alla rapidità con cui cambiano le necessità del mercato, le regole e i trend.

Questa necessità è sentita non solo dai colossi internazionali focalizzati nella ricerca dei talenti, ma anche dalle PMI. Sempre più piccole-medie aziende diventano consapevoli del fatto che il loro successo e la loro competitività hanno bisogno di un equilibrato mix di competenze hard e soft. Se è chiaro che le competenze tecniche e qualifiche professionali sono importanti, sta diventando altrettanto chiaro anche che il risultato economico richiede anche competenze trasversali come velocità nell’apprendimento, problem solving, motivazione, flessibilità e lavoro di gruppo.

Cosa sono le Soft Skill? 

Le capacità o abilità (skill) sono uno dei quattro pilastri delle competenze. Le competenze possono essere definite come un insieme di caratteristiche personali innate o acquisite, atteggiamenti, conoscenze e abilità che consentono una prestazione lavorativa di alta qualità. Si distinguono in:

  • Le Hard Skill sono strettamente specifiche a una tipologia di lavoro, fortemente connesse alla conoscenza acquisita nel percorso educativo, facilmente osservabili, misurabili, il che rende più semplice apprenderle. Costituiscono il nucleo dei requisiti professionali di una data posizione lavorativa. Il loro possesso è validato, e quindi dimostrabile, da certificati e diplomi.
  • Le Soft skill non sono correlate specificatamente ad un lavoro; sono strettamente connesse ai valori, agli atteggiamenti personali e a qualità umane che sono intangibili. Per Soft Skill si intendono quelle competenze “trasversali” non legate ad uno specifico settore o lavoro, che favoriscono la crescita delle aziende e l’occupabilità delle persone. Ciò le rende più difficili da quantificare, misurare e sviluppare.

Perché le Soft Skill sono così importanti per mantenere alto il livello di occupabilità delle persone? 

Perché sono le capacità che un individuo utilizza per interagire con l’ambiente sociale e fisico, gestendo informazioni e interpretando dati. 

Sempre più le imprese cercano risorse umane che non si limitino a svolgere semplicemente il compito che gli viene assegnato. Altrettanto importante è il COME questo compito viene svolto. Le Soft Skill misurano proprio questa parte più delicata e intangibile, rappresentano lo stile lavorativo di una persona, il modo in cui svolge i compiti e i ruoli assegnati.

È lo stile personale che rende unica ogni persona, a prescindere dalle conoscenze e qualifiche che possiede (Hard Skill).  

Per imparare le Soft Skill non è sufficiente leggere o studiare dei libri, comunque utilissimi per fornire cibo di qualità alla mente. E’ necessario un percorso educativo e formativo di qualità, e sicuramente un ambiente positivo, ricco di esempi viventi di queste abilità può rappresentare l’elemento più importante nell’acquisizione di queste attitudini.

Il problema principale che spesso imprenditori e reclutatori lamentano, è la mancanza di queste capacità o l’incapacità di manifestarle adeguatamente, fra i candidati. In un sondaggio del Wonderlic’s National Survey su più di 750 aziende è emerso che più del 69% riporta la carenza di importanti soft skill nei loro candidati e/o lavoratori. E il 97% conferma che le soft skill sono fondamentali nell’impatto positivo sul lavoro svolto. 

Quali competenze trasversali sono più importanti nel mondo del lavoro?

Più recentemente il progetto VHSM ha svolto un’indagine compiuta in sei paesi (Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Italia e Svezia) nel primo semestre 2015, con l’obiettivo di individuare la percezione sulle Soft Skill di imprese e organizzazioni economiche nelle fasi di reclutamento, inserimento e sviluppo di risorse umane a professionalità medio-alta. 

Il progetto VHSM nasce dalla constatazione a livello europeo, che le Soft Skill rappresentano un valore aggiunto per la competitività delle imprese e, al tempo stesso, sono un fattore di maggiore occupabilità per i candidati alla ricerca di un lavoro, soprattutto per i profili medio-alti.

Nello studio sono state mappate le Soft Skill che generalmente le imprese considerano imprescindibili per un efficace inserimento e sviluppo nel mondo del lavoro

I risultati raccolti hanno consentito di analizzare e comprendere: 

  • Le percezioni o credenze di imprenditori, manager, selezionatori, orientatori e formatori sul grado di importanza, nei luoghi lavorativi e per la competitività d’impresa, di ciascuna delle 21 Soft Skill mappate. 
  • La facilità o difficoltà incontrate nel reclutare candidati già in possesso di tali competenze, sulla base del proprio vissuto esperienziale.

Secondo lo studio VHSM le soft skill fondamentali rientrano in tre gruppi: 

GRUPPO A. Farsi strada nel mondo del lavoro 
A.1. Identificare obiettivi di lavoro

A.2. Imparare ad imparare 

A.3. Adattabilità e flessibilità 

A.4. Motivazione

A.5. Riconoscere e applicare regole e valori sul lavoro

A.6. Rispettare regole e livelli gerarchici 

A.7. Gestire responsabilità

A.8. Gestire il tempo

A.9. Gestire il processo digitale (non riferito alle conoscenze e all’uso di programmi o altri strumenti informativi) 

Gruppo B. Padroneggiare le competenze Sociali

B.1. Abilità comunicative 

B.2. Gestire il processo di comunicazione 

B.3. Autocontrollo e integrità (gestione dello stress)

B.4. Lavorare in gruppo 

B.5. Orientamento al servizio (comprensione dei bisogni altrui )

B.6. Leadership 

B.7. Gestire i conflitti 

B.8. Consapevolezza interculturale (riconoscere e usare prospettive diverse) 

Gruppo C. Raggiungere risultati 

C.1. Prendere decisioni 

C.2. Risolvere problemi 

C.3. Creatività e innovazione 

C.4. Pensiero critico

Insomma: anticipare il futuro imparando a leggere i segnali nel presente, ecco una fondamentale chiave di successo. Per approfondire questi temi così importanti ti segnalo il webinar che ho tenuto con Paolo Ruggeri di Open Source Management, azienda leader nella consulenza aziendale, in cui abbiamo parlato del suo bellissimo libro Le 10 Regole del Successo (Soft Skills Academy, Massimo De Donno e Paolo Ruggeri. Le 10 regole del successo)

Massimo De Donno 
Ideatore del Metodo Genio in 21 Giorni

(*1) CEDEFOP, Skill mismatch, Research paper no 21, 2012

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