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FONDI PER COMUNITA’ ENERGETICHE, RETI CONTRO I TUMORI, PER EDITORI
Dott.ssa Laura Abate-Daga, Presidente Associazione TUTOR

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: ho un parente stretto con un tumore toracico raro, ci sono centri di riferimento in Europa? Luisella Pedretti

Risposta: sì. C’è un’ associazione di pazienti che collabora con i centri di riferimento sia nazionali che europei. Si tratta della associazione TUTOR (www.tumoritoracicirari.it) no profit che offre un aiuto concreto alle famiglie e ai pazienti che devono affrontare un tumore toracico raro, quali i tumori del timo, timoma e carcinoma timico, e mesotelioma. Forniscono informazioni sulla malattia e sui centri dove curarsi, creano un luogo di confronto e condivisione tra pazienti e famigliari, collaborano con la rete italiana Tyme (www.tyme.eu) che è un network clinico e di ricerca, formato da centri multidisciplinari, con esperienza nella diagnosi e nella cura delle neoplasie timiche (timoma e carcinoma timico) e collaborano anche con i centri EURACAN ERN ( European Reference Network) rete di centri clinici europei con esperienza sui tumori toracici rari, promuovendo le esigenze dei pazienti con tumore toracico raro a livello nazionale ed internazionale. L’associazione non si è mai fermata neppure durante la pandemia fornendo on line assistenza, webinar, e gli incontri intitolati “A TU per TU…TOR” momenti di condivisione tra pazienti e tra medici e pazienti. La presidente Laura Abate-Daga spiega” Per i tumori rari è fondamentale il networking e collaborare a livello europeo per fornire maggiori possibilità di cura anche con sperimentazioni cliniche, per dare risposte alle famiglie e ai loro pazienti, unendo vari centri europei per fare in modo che rari non significhi soli”.

 

Domanda: si parla tanto di comunità energetiche ma cosa sono? Leonardo Bucci

Risposta: sì.  Le comunità energetiche consentono ai cittadini di possedere e partecipare all’energia rinnovabile oppure a progetti di efficienza energetica; sono un elemento significativo della transizione energetica verso un’Europa a basso carbonio. Per il 2050 quasi la metà di tutte le abitazioni europee potrebbero essere coinvolte nella produzione di energia rinnovabile e circa il 37 % di questa potrebbe arrivare tramite la partecipazione collettiva all’interno di una comunità energetica “Puntiamo ad una comunità energetica in Lombardia,” dice Gianluca Comazzi, consigliere di Regione Lombardia,” le Comunità Energetiche Locali sono gruppi di cittadini ed enti che partecipano direttamente alla progettazione e al finanziamento di nuovi impianti di produzione con fonti rinnovabili, per condividere l’energia auto-prodotta, stoccandola e consumandola localmente, immettendo in rete quella in eccesso. L’autosufficienza è un obiettivo audace, che si compone di due fasi: 1. permettere che chi produce l’energia possa collaborare con chi la consuma e fare comunità. Utile è stato anche l’accordo di collaborazione sottoscritto tempo fa e che prosegue, tra Regione Lombardia e il Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.A., Società del Ministero dell'Economia che in Italia promuove lo sviluppo sostenibile attraverso l'incentivazione delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. Una mobilità più sostenibile, con investimenti nel settore elettrico potrà inoltre migliorare la qualità di vita in Regione Lombardia”. Già al giorno d’oggi, in molti paesi europei le comunità energetiche hanno trasformato il mercato dell’energia, contribuendo a rivitalizzare l’economia locale e a creare posti di lavoro. Le comunità energetiche rappresentano una quota significativa degli investimenti nelle rinnovabili e ne promuovono lo sviluppo loca-le ed il supporto pubblico. Con il giusto quadro legale europeo, le comunità energetiche potrebbero fiorire e fornire un’importante quota europea di energia rinnovabile e quindi contribuire in maniera significativa alla decarbonizzazione dell’Europa. I fondi europei del Green Deal incentivano la creazione di comunità energetiche. Tra i progetti europei già attivi  a favore di  comunità energetiche locali  - ovvero gruppi di cittadini ed enti che partecipano direttamente alla progettazione e al finanziamento di nuovi impianti a fonti rinnovabili per condividere l’energia auto-prodotta, consumandola localmente e immettendo in rete quella in eccesso -, si segnala  il  progetto europeo Renaissance di ricerca e sviluppo finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Horizon 2020 con l’obiettivo di progettare e implementare nuove tecnologie e modelli di business per la produzione e distribuzione condivisa di energia da fonti rinnovabili. Renaissance ha avviato sperimentazioni in 4 siti pilota in Europa: in Belgio, Grecia, Paesi Bassi e Spagna. Sul tema della tutela dell’ambiente e dell’ecosostenibilità è attiva anche Meritocrazia Italia che il 9 aprile avrà dei gazebo in tutta Italia.

 

 

Domanda: ci sono fondi europei per gli ospedali di comunità di cui si parla ma di cui non si capisce granché e  per migliorare un approccio europeo contro i tumori? Nerina Borrelli

Risposta: sì c’è il Piano europeo contro il cancro e ci sono anche diversi fondi per progetti di ricerca nel programma comunitario Horizon e Horizon Europe; inoltre è aperto con scadenza al 15 settembre e un budget totale di 19 milioni di euro, il primo  bando del programma europeo EU4HEALTH che riguarda proprio i tumori. Hadea, l’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale, gestisce i fondi (ID: EU4H-2021-PJ) del bando che riguarda 5 topics distinti, ciascuno con obiettivi e azioni specifiche. Il tema prevalente dei topic è il cancro, ma anche la disponibilità delle sostanze di origine umana (Soho). Inoltre abbiamo contattato il prof. Michele Poerio, presidente di Federspev e segr. nazionale di Confedir che ci ha dettoIl PNRR italiano punta, essenzialmente entro il 2026, sull’assistenza domiciliare, sulle Case di Comunità, sugli ospedali di Comunità, sulla digitalizzazione (telemedicina e non solo), sul potenziamento del  Fascicolo sanitario elettronico, sulla riforma degli IRCCS, sull’aumento delle borse per la medicina generale e le specializzazioni mediche, sugli ospedali ‘sicuri e sostenibili’ e sulla ‘sostituzione dei macchinari con l’acquisto di oltre 3.000 grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico’, sul potenziamento della dotazione di posti letto di terapia intensiva (più 3.500 con uno standard di 0,14 posti letto per 1000 abitanti),e semintensiva (più 4.225 posti letto) ma non di posti ordinari la cui dotazione del 3,1  per 1000 abitanti (tra le più basse in Europa) ha determinato la morte di un non indifferente numero di malati. Ma con quali fondi e senza una radicale rivisitazione dello stato giuridico dei medici dipendenti e dei medici convenzionati? I fondi previsti per la sanità dal PNRR ammontano a poco più di 15 mld  (8% circa del Fondo europeo) ai quali vanno aggiunti 1,7 mld  del REACT EU e 2,39 del fondo complementare per un totale di circa 20 mld, pochi se si vuole davvero puntare  ad una ‘ sanità sicura e sostenibile’. Gran parte di questi fondi sono, giustamente, assorbiti dalla medicina territoriale fino ad oggi lasciata alla deriva, ma i circa 5,5 mld destinati alla medicina ospedaliera ( che con grandi sacrifici e con oltre 350 morti solo fra i medici ha evitato assieme all’encomiabile azione delle forze dell’ordine, un vero e proprio “disgregamento sociale del nostro Paese”),sono assolutamente insufficienti. Lo stesso ministro della salute aveva, a suo tempo, chiesto 34 mld per gli ospedali (costruiti al 50% in epoca anteguerra) per il loro ammodernamento tecnologico e per l’adeguamento alle normative antisismiche  e antincendio (solo per questo ultimo adeguamento i tecnici hanno stimato una spesa di oltre 14 mld). Ci avviamo da una sanità ospedalo-centrica verso una sanità territorio-centrica? Mi auguro di no!  La perfetta integrazione ospedale-territorio rimane pur sempre l’unica soluzione per una sanità equa ed universale. Ma non basta potenziare (male) la rete ospedaliera e appena sufficientemente la rete territoriale. E’ indispensabile potenziare la dotazione organica soprattutto medica, senza la quale sarà vano ogni sforzo di rilancio e di resilienza soprattutto nel mezzogiorno per il quale non è stato previsto un finanziamento aggiuntivo al fine di cercare di colmare, anche parzialmente, il baratro che divide la sua sanità da quella del centro nord. Baratro che sarà ulteriormente  accentuato dal rilancio nel DEF della cosiddetta autonomia regionale differenziata. A tutto ciò si aggiungano lo scarso finanziamento della ricerca e le penalizzazioni dei ricercatori a tutt’oggi relegati contrattualmente nei comparti invece che nelle aree dirigenziali (e ci chiediamo perché i migliori fuggono all’estero?)”.

 

Domanda: ci sono fondi europei a favore di opere letterarie europee? Romina Ludovici

Risposta: sì ci sono i bandi del programma comunitario Europa Creativa gestito dalla Commissione europea. In particolare è aperto un bando  (rif.  https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities) con scadenza al 30 settembre con un importo totale di ben cinque milioni di euro.  Possono ottenere un cofinanziamento progetti riguardanti la traduzione, pubblicazione, distribuzione e promozione di opere di narrativa. Oltre alla traduzione, distribuzione e promozione, i progetti possono prevedere anche attività per favorire la vendita dei diritti di traduzione in Europa e altrove. La lingua di origine dell'opera e la lingua scelta per la traduzione devono essere lingue ufficiali dei Paesi ammissibili a Europa Creativa. Sono ammissibili anche le traduzioni dal latino e dal greco antico in lingue ufficialmente riconosciute. Le opere da tradurre possono essere sia in formato cartaceo che digitale (e-book e audiolibri). Inoltre devono essere esclusivamente opere di narrativa indipendentemente dal genere, come romanzi, racconti, opere teatrali e radiofoniche, opere di poesia, fumetti e letteratura per ragazzi; devono essere opere che sono già state pubblicate e che non sono mai state tradotte in precedenza nella lingua scelta per la traduzione.

 

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