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Lo sguardo libero
M. Cristina Sandrin: “Si sostituisca il mutuo fondiario con quello di scopo"
Maria Cristina Sandrin, avvocato, legale del foro veneto, è esperta in stime di aziende commerciale. Si occupa di assistenza legale e di servizi legate alla protezione dell’impresa e del patrimonio

Nel mutuo di scopo a prevalere è la finalità della somma erogata

Maria Cristina Sandrin, malgrado l’inflazione in calo in Ue e i numeri meno tesi sul mercato del lavoro in Usa, Bce e Fed sembrano intenzionati ancora a innalzare i tassi, seppure in modo molto graduale. Quando assisteremo a un’inversione di tendenza?

Christine Lagarde al recente meeting delle Banche centrali di Jackson Hole ha dichiarato che non esiste un “manuale di istruzioni” che indichi come affrontare la situazione attuale. Ritiene che il compito della Bce sia quello, pur mantenendo chiari gli obiettivi, di sviluppare un modello di approccio flessibile nelle analisi.  Credo sia la prima volta che la presidente della Bce mostri un atteggiamento aperto verso le nuove evoluzioni che caratterizzano la nostra epoca; pertanto, ritengo si possa ben sperare che la Bce non aumenterà ulteriormente i tassi di interesse.  Anche gli investitori stanno dando segnali di fiducia scommettendo contro l’aumento dei tassi e lo stesso Klaas Knot, presidente della Banca dei Paesi Bassi, pur scoraggiando questo atteggiamento degli investitori, ha confermato che un ulteriore aumento non è una certezza. Anche il Governatore uscente della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha fatto sapere che “siamo vicini al livello nel quale fermare l’incremento dei tassi d’interesse”.

Come si ripercuote tutto questo sui prestiti e i mutui sottoscritti dalle aziende e dalle famiglie italiane?

Il rialzo dei tassi di interesse ha inevitabilmente inciso sulla capacità di rimborso delle rate di mutuo, da parte di famiglie ed imprese, laddove sia stato sottoscritto un mutuo fondiario a tasso variabile. Ne consegue che le banche si trovano a dover aumentare gli accantonamenti a causa dell’incremento dei crediti deteriorati dovuto alle rate scadute e non onorate, riducendo le proprie disponibilità. 

Se si arriverà a uno stop dell’innalzamento del costo del denaro, comunque rimarranno delle ferite. Che cosa cambierà per i sottoscrittori dei mutui?

Molto probabilmente chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile e potrà ancora godere del merito creditizio, ricorrerà alla rinegoziazione dello stesso. Allungando il periodo di ammortamento il debitore potrà abbassare la rata adeguandola alla propria effettiva disponibilità economica.  Ma così non sarà per molti mutuatari che hanno visto falcidiata la propria capacità di rimborso dopo l’impressionante sequela di aumenti dei tassi di interesse.

Rimane valida la scelta di optare per il mutuo fisso invece che a quello variabile?

Mi preme evidenziare che vi è prima di tutto un problema di analfabetismo finanziario. Il risparmiatore che intende accendere un mutuo (generalmente fondiario) nel decidere se sottoscriverlo a tasso fisso o variabile, dal confronto fra i due, valuta sempre solo quale sia il più vantaggioso rispetto all’altro.  Nello scegliere il tasso variabile lo affronta come fosse una scommessa in quanto fiducioso che il futuro gli riservi solo degli ulteriori ribassi e non certo invece degli aumenti dello stesso. In sostanza il risparmiatore non comprende che sta sottoscrivendo un contratto che ha in sé un elemento di rischio e non elabora quindi delle proiezioni per verificare quando e se, si potrebbe verificare uno stato di crisi irreversibile. Puntare sul tasso variabile è una scommessa che dovrebbe riguardare solo chi ha attitudine al rischio e una certa famigliarità con i tecnicismi finanziari, caratteristiche che di certo non appartengono alla figura del risparmiatore.

Lei è fautrice del mutuo di scopo. Perché? Quali sono i vantaggi legati al suo utilizzo?

I mutui utilizzati per l’acquisto della prima casa generalmente sono fondiari e si distinguono da quelli ipotecari per la diversità di durata, tassi e regime fiscale. Il fondiario gode di un regime fiscale agevolato, un tasso di interesse più basso rispetto ad altri mutui e una durata fino a 30 anni contro i 20 del mutuo ipotecario. Sia per il mutuo fondiario che per l’ipotecario non è previsto che la somma erogata dal mutuante sia destinata ad una specifica finalità, elemento che invece identifica e caratterizza il mutuo di scopo. Nel mutuo di scopo a prevalere è la finalità della somma erogata, al punto da incidere sulla causa del contratto, che diventa nullo in caso di utilizzo delle somme per altri scopi. Nel mutuo di scopo la componente degli interessi che viene concordata fra le parti, ha per le stesse un peso diverso rispetto agli interessi trattati nel mutuo fondiario e ipotecario. Ed è proprio questa differenza di peso degli interessi rispetto alla finalità di utilizzo delle somme, che ritengo sia la chiave risolutiva al rialzo dei tassi di interesse variabile che ha messo in crisi le famiglie.  Il diverso approccio nei confronti del tasso di interesse che sussiste nel mutuo di scopo, potrebbe agevolare un accordo con gli Istituti di credito per stabilire un tasso fisso da applicare al mutuo di scopo destinato all’acquisto della prima casa, che andrebbe adeguato di anno in anno in base all’andamento dell’inflazione. 

Ha anche proposto un mutuo per la prima casa con caratteristiche specifiche. Quali sono? Perché ci sono così tante resistenze?

Regolamentare un mutuo di scopo destinato all’acquisto della prima casa che goda delle medesime agevolazioni fiscali del mutuo fondiario, ed al quale applicare un tasso fisso che sia a misura di reddito famigliare stabilito in accordo con gli Istituti di Credito, porterebbe ad avere  una misura strutturale che risolverebbe il problema dei crediti deteriorati, interromperebbe il circolo vizioso dell’allungamento dei piani di rimborso del prestito, e farebbe cadere le ragioni che sottendono al prelievo presso le banche sui cosiddetti  extraprofitti. Non posso dire di aver incontrato delle resistenze, si è cominciato a parlarne ora grazie all’interesse mostrato dalla stampa specializzata verso questa iniziativa, che nasce dall’incontro fra competenze tecniche ed esperienze di vita professionale, in un contesto di difficoltà per famiglie e imprese a causa del rialzo dei tassi variabili. Il parlarne mi auguro provochi l’attenzione del Governo e delle banche verso questo tipo di soluzione. Ai problemi bisogna dare risposte che siano strutturali, invece molto spesso assistiamo ad interventi spot sostenuti da fondi generati una tantum, la cui unica utilità si è dimostrata essere quella di fermare l’emorragia e non certo quella di sanare definitivamente la ferita.

 

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