Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 2 – 2014
CELLULARI IN VOLO, TUTELA SUGLI ALIMENTI, PARI RETRIBUZIONI TRA UOMINI E DONNE
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com –eurochat2013@gmail.com
Domanda: vorrei sapere come possiamo essere tutelati per sapere da dove arriva la carne, grazie Enrico Tospero
Risposta: la Commissione europea ha pubblicato un recente rapporto, destinato al Parlamento europeo e al Consiglio, sull’etichettatura d’origine obbligatoria, proponendo di estenderla a tutte le carni utilizzate come ingredienti in alimenti preimballati. Lo scopo è garantire una maggiore sicurezza degli alimenti messi in commercio negli Stati membri. Sulla base dei risultati del dibattito che seguirà, la Commissione determinerà se sia il caso di avanzare una proposta legislativa che disciplini questo settore. “I prodotti interessati”, dice il dott. Spada, Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea,”possono variare da preparazioni a base di carne relativamente semplici, come le carni fresche con spezie/additivi, a prodotti più sofisticati, con svariati ingredienti, tra cui la carne. Inoltre, la catena di approvvigionamento delle carni utilizzate come ingredienti è molto lunga e complessa, e comprende diverse fasi della produzione e della commercializzazione dei prodotti finali. La rintracciabilità risulta pertanto non sempre facilmente effettuabile”. L’indicazione dell’origine è attualmente obbligatoria per la carne di pollame preimballata importata, le carni bovine e i prodotti a base di carni bovine non trasformate (ad esempio le carni bovine macinate), le carni suine, il pollame, le carni ovine e caprine non trasformate, il miele, la frutta e gli ortaggi, il pesce, e l’olio d’oliva. Il rapporto della Commissione prevede tre tipi di scenario: il mantenimento della normativa attuale, che prevede solo l’indicazione dell’origine su base facoltativa; oppure l’introduzione dell’obbligo di indicare sull’etichetta che l’origine sia Ue o non Ue; o infine l’introduzione dell’obbligo di indicare specificamente sull’etichetta lo Stato membro Ue o il paese terzo di provenienza. Basato su un’ampia consultazione delle organizzazioni dei consumatori e delle autorità nazionali competenti nel settore, il rapporto della Commissione mette a confronto la necessità del consumatore di essere informato sul prodotto che acquista con la fattibilità dell’estensione dell’etichettatura. Esso inoltre contiene un’analisi costi-benefici delle conseguenze sul mercato unico e sul commercio internazionale, da cui risulta che gli operatori del settore alimentare incorrerebbero probabilmente in considerevoli costi operativi supplementari, che si rifletterebbero presumibilmente sui prezzi, mentre potrebbero verificarsi cambiamenti nella struttura geografica e nel volume dei flussi commerciali. Per quanto concerne il parere dei consumatori, la Commissione ha riscontrato che una percentuale molto elevata (90%) vorrebbe che l’origine dei prodotti a base di carne fosse indicata sull’etichetta dell’alimento in cui è contenuta. Tuttavia, criteri come il prezzo e la qualità risulterebbero prioritari rispetto alla segnalazione dell’origine. I consumatori non sono propensi a pagare costi supplementari per conoscere la provenienza degli ingredienti.
Domandaq: tra uomini e donne nel 2014 possiamo sperare che non ci sia più almeno in Europa il divario retributivo ? RosaTarasso
Risposta: possiamo solo sperarlo, i dati resi noti il 9 dicembre dalla Commissione europea attestano che il divario retributivo di genere, cioè la differenza media tra la retribuzione oraria di uomini e donne nell’UE, è rimasto fermo al 16,2 per cento. Infatti, i dati globali rivelano una lieve tendenza al ribasso negli ultimi anni, ma nell’arco di un anno il cambiamento non è stato sufficiente e la disparità retributiva di genere persiste ancora in tutti i Paesi dell’Unione e varia dal 27,3% dell’Estonia al 2,3% della Slovenia.
Le regole dell’Unione hanno fissato una serie di importanti principi: parità retributiva per lo stesso lavoro, parità sul luogo di lavoro e diritti minimi garantiti per il congedo di maternità. Ma Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia, ha ribadito che il fossato retributivo è ancora troppo profondo.
La costatazione più amara è che se ci sono delle recenti tendenze di riduzione della distanza retributiva, queste sono in larga parte imputabili a una diminuzione delle retribuzioni maschili più che a un aumento dei salari femminili.
La sfida futura per gli Stati membri consiste nella corretta attuazione della direttiva 2006/54/CE sulle pari opportunità, in modo che una maggiore trasparenza dei sistemi salariali possa rendere il raffronto tra le retribuzioni dei due sessi più immediato, facilitando così la possibilità per le vittime di rivendicare in giudizio i propri diritti.
La direttiva sulle pari opportunità è stata sufficientemente e chiaramente recepita solo in Francia e Paesi Bassi. La strategia comunitaria per la parità tra donne e uomini 2010-2015 prevede una serie di azioni quali l’iniziativa Equality Pays Off; le raccomandazioni specifiche per Paese; le giornate europee per la parità retributiva; lo scambio di buone pratiche; i finanziamenti di iniziative negli Stati membri tramite i Fondi strutturali.
Domanda: è vero che l‘Unione europea ha ampliato l’uso dei dispositivi elettronici in aereo? Andrea Burto
Risposta: Sì. L’AESA, Agenzia europea per la sicurezza aerea, ha pubblicato i nuovi orientamenti relativi all’uso degli strumenti elettronici mobili a bordo in modalità “offline”.
La novità introdotta dall’Agenzia consiste nella possibilità di tenere accesi i dispositivi come smartphone, tablet e lettori di libri elettronici, con connessione disattivata, per tutta la durata del volo, senza alcun rischio per la sicurezza. Finora ai passeggeri era consentito l’impiego di tali apparecchi elettronici in modalità “volo” durante la maggior parte del viaggio, ma veniva richiesto lo spegnimento nelle fasi più delicate di rullaggio, decollo e atterraggio. Per la prima volta, quindi, si autorizza l’uso sicuro di dispositivi elettronici, in modalità “offline”, in tutte le fasi del viaggio.
In generale, le compagnie aeree oggi non consentono l’uso del telefono o della connessione Wi-Fi dalla chiusura delle porte fino all’arrivo e all’apertura delle porte. Collegarsi a internet è possibile solo in aeromobili appositamente attrezzati, all’altitudine di crociera. In questi casi, non si adopera una rete a terra ma un sistema di bordo certificato e sicuro. Attualmente, però, soltanto pochi aeromobili sono dotati di questa tecnologia, ma prevedibilmente il numero degli aerei in grado di fornire questo servizio aumenterà. Per gli aerei che offrono questo servizio, la Commissione ha recentemente adottato delle decisioni per autorizzare le reti 3G e 4G, in grado di fornire una connessione migliore. Ora, dicono alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, è compito delle compagnie aeree aggiornare le loro norme operative e le loro strumentazioni di bordo per implementare questo aggiornamento tecnologico, ma i passeggeri dovranno comunque rispettare le disposizioni di sicurezza stabilite dal personale di bordo e quindi sarà possibile usare i dispositivi elettronici soltanto secondo le modalità indicate dall’equipaggio.
