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Fondi per immigrati, cittadinanza europea, aiuti per progetti contro la violenza

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com Domanda: nel nostro Comune vorremmo realizzare un progetto europeo, ci sono dei bandi che potrebbe consigliarci? Rosaria Tersi Risposta: potete partecipare ad un bando relativo al Programma Europa per i cittadini (rif. GUCE/GUUE C 377/9 del 07/12/2012).

In particolare per l’azione 1 denominata Cittadini attivi per l’Europa, si può fare domanda per la misura 1 e realizzare un gemellaggio tra città. Vengono cofinanziati incontri fra cittadini di città gemellate o in procinto di gemellarsi. Ciascun progetto deve coinvolgere municipalità di almeno due Paesi partecipanti al programma, dei quali almeno uno sia uno Stato dell’Unione Europea e prevedere un minimo di 25 partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner. I progetti possono coinvolgere anche imprese. Gli incontri devono avere una durata massima di 21 giorni. Il contributo europeo copre tra i cinquemila e i 25mila euro a progetto. Inoltre per la misura 1.2. che riguarda le reti tra città gemellate, viene elargito un fondo che copre le spese per progetti che coinvolgano municipalità di almeno quattro Paesi partecipanti al programma, dei quali almeno uno sia uno Stato comunitario. Ciascun progetto deve realizzare almeno tre eventi (dibattiti, conferenze, workshop) e prevedere almeno trenta partecipanti internazionali provenienti dalle municipalità partner. La durata massima dei progetti deve essere di 24 mesi e di ciascun evento 21 giorni. Il contributo europeo può variare dai diecimila ai 150mila euro per ogni progetto approvato (ec.europa.eu). Domanda: l’ultimo recente episodio di barconi di immigrati fa emergere il problema dell’integrazione con i Paesi terzi. Come se ne sta occupando l’Europa? Enrica Forremo Risposta: ci sono degli appositi contributi del fondo europeo di integrazione per i cittadini di Paesi terzi. Possono essere cofinanziati progetti a valenza territoriale per scambio di esperienze e buone pratiche. Il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, Autorità nazionale responsabile per il Fondo intende promuovere il confronto tra le politiche multilivello di integrazione sviluppate a livello locale e nazionale in Italia e negli Stati Membri comunitari. Vengono cofinanziati progetti quali identificazione e analisi delle buone pratiche a livello europeo relative alle attività di formazione e impiego dei mediatori linguistico culturali nell’ambito dei servizi pubblici; analisi e confronto tra servizi rivolti ai cittadini di Paesi terzi di nuovo ingresso e servizi per immigrati già insediati sul territorio nazionale e/o con anzianità migratoria; analisi delle attività commerciali e/o imprenditoriali di carattere transnazionale gestite dai cittadini di Paesi terzi residenti nei rispettivi Stati Membri coinvolti; politiche e servizi di sostegno alle famiglie di origine straniera. I progetti potranno essere presentati da Regioni ordinarie e a Statuto speciale, Province Autonome; enti locali, loro unioni e consorzi; A.S.L e aziende ospedaliere; Camere di commercio; università; istituti e scuole pubbliche di istruzione primaria e secondaria, nonché sedi dei Centri Territoriali Permanenti e Uffici scolastici regionali/provinciali; istituti di ricerca; organismi governativi o intergovernativi; organismi e organizzazioni internazionali; fondazioni di diritto privato; ong; associazioni e Onlus; società cooperative e consortili; organismi di diritto privato senza scopo di lucro; associazioni sindacali, datoriali, organismi di loro emanazione/derivazione, sindacati. E’ stato stanziato l’importo totale di un milione e 200mila euro per un bando aperto di recente e potranno essere finanziati unicamente progetti il cui budget complessivo non sia inferiore a 50mila euro (https://www.fondisolid.interno.it).

Domanda: nella mia regione Basilicata ci sono dei fondi per chi vuole mettersi in proprio? Ludovico Barsi

Risposta: si può partecipare ad un bando per la creazione di attività imprenditoriali finanziato dal Programma Speciale Senisese. L’agevolazione massima ammonta a 100mila euro per le imprese del settore del trasporto su strada mentre resta confermata a 200mila euro per tutti gli altri settori. Domanda: lavoro nel settore rurale in Umbria ci sono delle agevolazioni europee? Roberto Butti Risposta: si possono richiedere fondi per progetti ed investimenti a finalità ambientale nelle foreste pubbliche a valere sulla misura 2.2.7 – azione A del Programma di sviluppo rurale in vigore nel 2013. Possono essere cofinanziati progetti per il miglioramento della biodiversità, mediante diversificazione strutturale dei boschi cedui e rinaturalizzazione delle fustaie di conifere di origine artificiale; per l’aumento della CO2 stoccata negli ecosistemi forestali, mediante avviamento dei cedui all’alto fusto ed interventi di diradamento dei cedui avviati. L’azione attua il Piano Forestale Regionale per quanto concerne la gestione sostenibile delle foreste di proprietà pubblica. Possono essere coperte le spese per avviamento all’alto fusto dei boschi cedui; diradamento di cedui avviati all’alto fusto da almeno dieci anni; rinaturalizzazione di fustaie di conifere; realizzazione, ripristino e mantenimento di stagni, laghetti e torbiere all’interno di superfici forestali. Inoltre sino ad esaurimento delle risorse si può partecipare ad un bando della Regione Umbria relativo alla sesta annualità della misura 2.2.7 – azione A – Investimenti a finalità ambientale nelle foreste pubbliche – del Programma di Sviluppo Rurale in vigore sino al 2013. Si punta a progetti per il miglioramento della biodiversità, mediante diversificazione strutturale dei boschi cedui e rinaturalizzazione delle fustaie di conifere di origine artificiale; all’aumento della CO2 stoccata negli ecosistemi forestali, mediante avviamento dei cedui all’alto fusto ed interventi di diradamento dei cedui avviati. L’azione attua il Piano Forestale Regionale per quanto concerne la gestione sostenibile delle foreste di proprietà pubblica al fine di completare e massimizzare i risultati che potranno derivare dall’attuazione della misura 2.2.5. Possono essere coperte le spese per avviamento all’alto fusto dei boschi cedui; diradamento di cedui avviati all’alto fusto da almeno dieci anni; rinaturalizzazione di fustaie di conifere; realizzazione, ripristino e mantenimento di stagni, laghetti e torbiere all’interno di superfici forestali. Possono essere coperti i costi sino al massimo del cento per cento e con un massimale a progetto di duecentomila euro. Domanda: vivo in Piemonte, molti pascoli montani non sono ben curati, non ci sono fondi per questo? Mauro Baratti Risposta: si possono richiedere sino ad esaurimento delle risorse fondi per interventi di miglioramento pascoli montani di proprietà degli enti pubblici. Il bando rientra nella misura 1.2.5 sottoazione 3 del P.S.R. Piemonte 2007-2013. Domanda: dopo un periodo di disoccupazione ora lavoro con uno stipendio minimo, sono papà da poco con un disabile a carico in famiglia; vivo in Lombardia; non ci sono dei fondi per chi, come me , è in difficoltà? Andrea Bartelli Risposta: può fare domanda per la Dote Lavoro – Voucher di Conciliazione Servizi alla Persona. E’ un’iniziativa attivata da Regione Lombardia per rispondere ai bisogni della lavoratrice e del lavoratore con soluzioni che integrano le politiche attive del lavoro con le politiche di conciliazione. Il Voucher di Conciliazione è finalizzato a sostenere le persone che rientrano nel mercato del lavoro dopo un periodo di inattività aiutandole a far fronte alle spese per acquisire servizi di cura e di conciliazione. Il valore massimo del voucher è pari a 1.600 euro. Può essere utilizzato per un massimo di 8 mesi, non oltre il termine del contratto di lavoro in essere e comunque fino al 31 maggio 2014 (https://gefo.servizirl.it/dote/- www.regione.lombardia.it). Possono presentare domanda per accedere al Voucher di Conciliazione Servizi alla Persona i soggetti residenti e/o domiciliati sul territorio lombardo che abbiano sottoscritto un contratto di lavoro subordinato, sia full time che part time , a partire dal 1 luglio 2012, la cui durata residua – al momento della presentazione della domanda del Voucher – non sia inferiore a tre mesi e che si trovavano, al momento della sottoscrizione del contratto, non occupati da almeno sei mesi ; oppure iscritti alla mobilità ordinaria ex L .n. 236/93, n. 223/91 o percettori di mobilità in deroga alla normativa vigente (da ora in avanti “mobilità in deroga”); percettori dote lavoro ricollocazione – percorso inserimento lavorativo – nell’anno 2012 o 2013; oppure percettori di dote lavoro ricollocazione – percorso auto imprenditorialità – nell’anno 2012 o 2013 – che abbiano avviato un’attività di lavoro autonomo a partire dal primo luglio 2012. Inoltre per potere avere il voucher devono avere figli a carico nell’età compresa tra 3 mesi e 14 anni (compresi i minori adottati o affidati conviventi); oppure trovarsi nella condizione di dover assistere persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età, oppure siano anche essi stessi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (ex L. 104/1992 art.ii 3 e 33). Domanda: in questi mesi ci sono stati tanti episodi di violenza contro le donne. In Europa non ci sono aiuti per tale piaga sociale? Rosita Nespoli Risposta: contro la violenza la Commissione europea è attiva da tempo e cofinanzia progetti anche transnazionali.

E’ anche aperto ora un bando che dà fondi per progetti specifici transnazionali nel quadro del programma europeo DAPHNE III volto a prevenire e a combattere la violenza nei confronti dei bambini, dei giovani e delle donne. Sono previsti fondi per progetti focalizzati sui servizi di assistenza specializzati per le donne, i giovani e i bambini vittime di violenza (ad esempio, centri di accoglienza, servizi di counselling, servizi di assistenza telefonica, centri anti-stupro, assistenza specializzata per bambini, servizi di assistenza specializzati destinati ai gruppi più vulnerabili di vittime come le persone disabili, i migranti, le persone appartenenti a minoranze etniche, donne anziane). Inoltre verranno finanziati progetti volti a combattere e prevenire la violenza collegata a pratiche cosiddette dannose nei confronti delle donne, dei giovani e dei bambini (ad esempio, mutilazione genitale femminile, matrimoni combinati o relazioni sessuali forzate, delitti d’onore), in particolare progetti che puntano sulla partecipazione diretta delle comunità interessate, compreso attività di sensibilizzazione mirate, l’educazione, la formazione specialistica di operatori chiave, nonché la promozione del dialogo all’interno della comunità che attuano tali pratiche. Possono ricevere contributi anche progetti a beneficio dei bambini vittime e/o testimoni di violenza e per progetti che sviluppino attività contro il bullismo nelle scuole o nei siti di social network. Risorse finanziarie sono destinate anche a progetti che si basano su modelli di intervento sperimentati mirati agli autori di violenza, con l’obiettivo di prevenire la recidiva inducendo un cambiamento di atteggiamento e comportamento.

La Commissione intende anche finanziare progetti che analizzano i diversi tipi di misure di protezione attualmente disponibili (ordini di ingiunzione o interdizione), e come vengono utilizzate e applicate negli Stati membri per evitare ulteriori atti di violenza contro i bambini, i giovani e le donne. Mentre un cofinanziamento è previsto pure progetti che possano responsabilizzare i bambini, i giovani e le donne ad usare i media in un modo sicuro, per generare cambiamenti di comportamento e atteggiamento per quanto riguarda l’impatto potenzialmente dannoso degli stereotipi di genere e della sessualizzazione nei media, nell’industria del consumo, nei giochi on-line o nei videogiochi, nei social network. Altri contributi sono destinati a progetti che sviluppino attività e materiali di sensibilizzazione nuovi e innovativi (ad esempio impiegando siti di social network, film, rappresentazioni teatrali…) volti a prevenire la violenza e che siano mirati e accessibili ai gruppi più vulnerabili di donne, quali le donne con disabilità, le migranti, quelle appartenenti a minoranze etniche o Rom, lesbiche e transessuali e donne anziane. Possono partecipare al bando come proponenti di progetto o partner co-beneficiari associazioni, ong, università, centri di ricerca, organizzazioni e istituzioni pubbliche e private stabilite in uno degli Stati membri europei oppure in un Paese EFTA/SEE.

Il budget totale del bando ammonta a 11.404.000 euro. I progetti potranno essere cofinanziati fino all’80 per cento dei loro costi totali ammissibili. Non verranno però presi in considerazione progetti che richiedano una sovvenzione comunitaria inferiore a 75mila euro. La scadenza per la presentazione delle proposte è il 30 ottobre 2013.