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Prima serata
Rai: Stefano Coletta non piace più al Pd

C’è subbuglio a Rai Tre, ma in pochi sono disposti a parlarne pubblicamente. Nel mirino di un pezzo di Pd e di Leu c’è Stefano Coletta. Per alcuni big della sinistra in questi mesi non abbastanza ‘distante’ dai vertici sovranisti e reo di aver scambiato qualche opinione di troppo con il super attivo   presidente Rai  Marcello Foa. Mugugni per ora solo sussurrati, ma i conoscitori di Viale Mazzini non escludono un avvicendamento nella ‘sinistra televisiva.’ Che potrebbe avvenire entro Natale magari in tandem con un cambio anche a Rai Uno guidata da Teresa de Santis, molto vicina a Matteo Salvini.

Bianca Berlinguer su RAI Tre è partita con il botto con il suo talk del martedi. Un 7% di share che non sarà facile riconfermare contro la corazzata di Giovanni Floris, ma che fa ben sperare gli uffici marketing della Rai. Partito in sordina in sostituzione del talk di Massimo Giannini, in molti (anche a sinistra) profetizzavano un futuro fosco per lo spazio dell’ ex direttore del Tg 3. E invece il programma ha retto,  e trovato una sua cifra tra il pop e il dibattito politico puro stile ‘Linea Notte0 . Bianca ha dimostrato flessibilità e capacità di ritarare un prodotto con  un linguaggio più moderno aggiustandolo in corsa . E la scelta ha largamente  pagato.

A capo della Rai Calabria è stato nominato ieri  Pasqualino  Pandullo. Molto vicino al mondo cattolico, considerato  a volte troppo ‘prudente’ e ‘felpato’, può contare su un forte consenso nella redazione che andrà a guidare  . Non è stato facile  trovare l’accordo fra i partiti,  visto che si andra’ a votare in quella regione di qui a  pochi mesi e la guerra per bande (anche all’interno delle coalizioni) è già a mille . Da notare che  tra i candidati alla guida della TGR con base a Cosenza  spiccava il nome anche di Riccardo Giacoia, uno dei piu bravi inviati della Rai, al suo attivo coraggiose  inchieste  per il Tg Uno, Tv 7 e tutti i principali tg , elogiate perfino da Nicola Gratteri, uno che di complimenti ne fa pochissimi . Ma Giacoia ha pagato la lontananza dai partiti e il suo carattere non sempre docile. Un classico cavallo di razza della Rai (lui come Alfonso Samengo, cacciato anni fa dalla sede  locale  per aver promosso inchieste sulle ecomafie poi ‘risarcito’ con la vice direzione di Rai Parlamento  ) ingiustamente penalizzato da una azienda che non sempre sa valorizzare i propri talenti . Pandullo,  solido professionista,  è comunque molto amato dalla redazione che si è battuta ferocemente per la nomina di un collega calabrese e sventare l’ennesima ‘colonizzazione’ della sede  con un collega catapultato da fuoriA questo punto anche noi facciamo a Pandullo i migliori auguri, perché la sua regione ha tanto bisogno di buon giornalismo.

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