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BNP Paribas, +€33mld di impieghi nel 2020, ricavi stabili

BNP Paribas, incremento a 33 miliardi di euro per impieghi nel 2020, ricavi stabili

Toccati dalla pandemia Covid-19, molti paesi in tutto il mondo hanno adottato nel 2020 misure sanitarie volte a proteggere le popolazioni e a rallentare la diffusione del virus. Le ripercussioni economiche e sociali di questa crisi sanitaria sono considerevoli. In questo contesto, il Gruppo BNP Paribas ha adottato misure volte a tutelare la salute dei suoi dipendenti e ad assicurare pienamente i servizi essenziali per la continuità del funzionamento dell’economia.

Gli impieghi aumentano del 4,4% rispetto al 2019, con un incremento pari a 33 miliardi di euro. Nel 2020, il Gruppo ha concesso più di 120.000 prestiti garantiti dallo Stato, attraverso le sue reti retail, e ha raccolto oltre 396 miliardi di euro di finanziamenti per i suoi clienti, sui mercati dei crediti sindacati, delle obbligazioni e delle azioni.  

Globalmente, il margine di intermediazione, pari a 44.275 milioni di euro, è quasi stabile (-0,7%) rispetto al 2019 a perimetro e tassi di cambio storici e cresce dell’1,3% a perimetro e tassi di cambio costanti. Nelle divisioni operative, il margine di intermediazione è in lieve aumento a perimetro e tassi di cambio storici (+0,2%) e aumenta in misura più sensibile (+2,0%) a perimetro e tassi di cambio costanti. Esso è in calo del 2,1% in Domestic Market, in quanto le ottime performance delle linee di business specializzate (in particolare Personal Investors) compensano solo parzialmente l’impatto del contesto persistente di tassi bassi e della crisi sanitaria sulle reti. I ricavi di International Financial Services sono in calo del 7,2% a causa degli effetti della crisi sanitaria e nonostante la performance di buon livello di BancWest. CIB registra una significativa crescita (+13,9%) con un aumento in tutte le linee di business.

I costi operativi del Gruppo, che registrano i successi della trasformazione digitale e industriale, si attestano a 30.194 milioni di euro e sono in calo del 3,6% rispetto al 2019, in linea con gli obiettivi del piano 2020. I costi operativi del Gruppo includono elementi straordinari per un totale di 521 milioni di euro (contro 1.217 milioni di euro nel 2019): costi di ristrutturazione e di adattamento per 211 milioni di euro (contro 473 milioni di euro nel 2019), costi di potenziamento dei sistemi informatici per 178 milioni di euro e spese per donazioni e misure di sicurezza per il personale legate alla crisi sanitaria per 132 milioni di euro. Come annunciato, i costi di trasformazione straordinari sono pari a zero; essi ammontavano a 744 milioni di euro nel 2019.

I costi operativi delle divisioni sono in calo dell’1,0% rispetto al 2019. Essi diminuiscono dell’1,6% per Domestic Markets2, con un calo più marcato nelle reti (-2,7%) mentre le linee di business specializzate della divisione, in crescita, registrano un effetto forbice positivo di 4,3 punti. I costi operativi diminuiscono del 3,7% per International Financial Services grazie alle misure di riduzione dei costi accentuate con la crisi sanitaria. I costi operativi di CIB sono in aumento del 3,0% a seguito della crescita dell’attività, ma sono contenuti dalle misure di riduzione dei costi. La divisione registra in effetti un effetto forbice positivo di 10,9 punti.

L’efficacia dimostrata dalla trasformazione digitale e industriale, insieme al buon contenimento dei costi, permette quindi al Gruppo di generare un effetto forbice positivo di 2,9 punti (1,2 punti per le divisioni operative). Il risultato lordo di gestione del Gruppo si attesta a 14.081 milioni di euro, con un incremento del 6,2%. Il costo del rischio, pari a 5.717 milioni di euro, aumenta di 2.514 milioni di euro rispetto al 2019 attestandosi a 66 punti base in rapporto agli impieghi a clientela, di cui 16 punti base (1,4 miliardi di euro) legati all’accantonamento su crediti sani (Livelli 1 e 2).

Il risultato di gestione del Gruppo, pari a 8.364 milioni di euro, risulta quindi in calo del 16,8%. Gli elementi non ricorrenti ammontano a 1.458 milioni di euro e sono in aumento rispetto al 2019 (1.337 milioni di euro). Essi registrano plusvalenze su cessioni di immobili per +699 milioni di euro, la plusvalenza da cessione legata all'accordo strategico con Allfunds per +371 milioni di euro e la svalutazione di attività consolidate con il metodo del patrimonio netto per -130 milioni di euro. Gli elementi non ricorrenti registravano nel 2019 l’impatto straordinario della plusvalenza sulla cessione del 16,8% di SBI Life in India, seguito dal deconsolidamento della partecipazione residua (+1.450 milioni di euro), la plusvalenza sulla cessione di un immobile per +101 milioni di euro e la svalutazione di avviamenti (-818 milioni di euro).

 

L’utile ante imposte, pari a 9.822 milioni di euro (11.394 milioni di euro nel 2019), è in calo del 13,8%. L’imposta sugli utili ammonta a 2.407 milioni di euro. Il tasso medio di imposizione sugli utili si attesta al 25,6%, contro il 24,2% nel 2019. Le tasse soggette a IFRIC 21 ammontano a 1.323 milioni di euro e aumentano di 158 milioni di euro rispetto al 2019. L'utile netto di Gruppo è quindi pari a 7.067 milioni di euro, con una flessione del 13,5% rispetto al 2019. Al netto degli elementi straordinari, si attesta a 6.803 milioni di euro, con un calo del 19,2%. La redditività dei mezzi propri tangibili non rivalutati è del 7,6% e riflette il buon livello di resistenza dei risultati, grazie alla forza del modello diversificato e integrato del Gruppo in un contesto fortemente segnato dalla crisi sanitaria.

Al 31 dicembre 2020, il ratio Common Equity Tier 1 è pari al 12,8%, con un incremento di 70 punti base rispetto al 31 dicembre 2019. Le riserve di liquidità immediatamente disponibili del Gruppo ammontano a 432 miliardi di euro, equivalenti ad oltre un anno di margine di manovra rispetto alle risorse di mercato. Il rapporto di leva finanziaria si attesta al 4,9%, tenendo conto dell’effetto dell’esenzione temporanea dei depositi presso le banche centrali dell’Eurosistema (4,4% senza tale effetto). L’attivo netto contabile tangibile per azione è pari a 73,2 euro, con un tasso di crescita annuo del 7,2% dal 31 dicembre 2008, ad illustrazione della continua creazione di valore attraverso il ciclo.

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea Generale degli azionisti di versare un dividendo di 1,11 euro per azione in maggio 2021, pagabile in contanti, equivalente a una distribuzione del 21% del risultato 2020, in ottemperanza con la raccomandazione della Banca Centrale Europea del 15 dicembre 2020. La distribuzione dell’ulteriore 29% del risultato 2020 è prevista dopo la fine di settembre del 2021 sotto forma di acquisto di azioni o di distribuzione di riserve una volta abrogata la raccomandazione di sospensione della Banca Centrale Europea, prevista entro la fine di settembre 2021 “in assenza di sviluppi nettamente sfavorevoli”.

Il Gruppo continua ad attuare una politica ambiziosa di impegno nella società, attraverso progetti di trasformazione che proseguiranno nel 2021, in particolare con il rafforzamento delle iniziative ESG, l’applicazione di strumenti di gestione per allineare le emissioni del portafoglio di crediti sulla traiettoria richiesta dall’Accordo di Parigi o la mobilitazione in favore di tematiche che contribuiscono con forza al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L’azione del Gruppo in questo settore ha ottenuto il riconoscimento di ShareAction (“Leader europeo nella gestione dei rischi climatici”) e inoltre del magazine Euromoney (“Miglior banca mondiale per l’inclusione finanziaria” grazie al sostegno offerto alla microfinanza, nonché alla sua offerta di prodotti e servizi inclusivi). Il Gruppo continua a rafforzare il suo meccanismo di controllo interno.


Alla fine del Consiglio di Amministrazione, Jean-Laurent Bonnafé, Amministratore Delegato del Gruppo, ha dichiarato: “Il mondo attraversa oggi una crisi sanitaria senza precedenti, sia in termini di ampiezza che di durata. Una crisi che mette alla prova non solo noi, ma tutte le componenti delle nostre società. E che ci ricorda l’importanza di valori come la solidarietà e l’inclusione. Nel 2020, e ancora oggi, sostenere i nostri clienti nelle loro difficoltà di fronte alla crisi sanitaria e proteggere la salute dei nostri dipendenti sono le nostre massime preoccupazioni. Nel corso dell'anno appena trascorso, i nostri collaboratori si sono adattati con grande flessibilità alla situazione e, per questo, vorrei ringraziarli. Le risorse della banca sono mobilitate per accompagnare i nostri clienti nell’attraversare la crisi e preparare una ripresa economica solida e sostenibile. BNP Paribas ha dato prova di una notevole resilienza, grazie al suo modello diversificato e integrato, alla sua solidità finanziaria, alla sua trasformazione digitale e industriale, alla potenza di esecuzione delle sue piattaforme. Grazie a questi punti di forza, siamo ben posizionati per entrare in una nuova fase di sviluppo delle nostre attività.”

 
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