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Acea, è bufera d’agosto sui manager. Appalto sicurezza: la replica della società

Acea, è bufera d’agosto sui manager. Appalto sicurezza: la replica della società
Conclusa l’inchiesta sul “pasticcio” della Divisione Security dell’Acea. Rinviati a giudizio il dirigente responsabile Alfonso Messina e il suo collaboratore Carlo Tarisciotti. La replica dell’Acea. TUTTI I DOCUMENTI
Acea, è bufera d’agosto sui manager. Appalto sicurezza: la replica della società

di Franco di Grazia

E’ una novela che per l’Acea è come se non esistesse ma che dura da un anno. Ora, con due rinvii a giudizio per un dirigente e un suo collaboratore per turbativa d’asta, estorsione, violenza privata e omissione di atti di ufficio, i manager della multiutility di piazzale dei Partigiani dovranno spiegare in tribunale cosa è accaduto con l’appalto da 12 milioni di euro, relativo al servizio di vigilanza e perché una segnalazione interna sulle “anomalie” è rimasta inascoltata.
Il caso security Acea si apre all’inizio del 2014 con un “azione dovuta” attivata dal Quadro Diego Lazzari, responsabile della funzione sicurezza e tutela dell’azienda capitolina. Segnala al Dirigente responsabile ing. Alfonso Messina la presenza di evidenti e preoccupanti “anomalie” commesse dal collaboratore Tarisciotti. Dopo un lungo periodo di titubanza dalla Direzione del Personale viene avviata un’indagine interna (audit) che sostanzialmente conferma i rilievi mossi. Vengono comminati al Tarisciotti 10 giorni di sospensione dal servizio. Tralasciando gli specifici particolari da subito emergono due clamorose anomalie nei comportamenti dei top manager Acea. Diego Lazzari viene rimosso dal suo incarico nella sede centrale del Gruppo Acea alla Piramide ed è trasferito a tambur battente presso la sede di AceaAto5 a Frosinone, mentre Il responsabile in Acea della Società Security Service Mauro Cangini “che si è rifiutato di dichiarare il falso” viene messo in Cassa Integrazione. Risultato: gli “infedeli” restano al loro posto mentre i due soggetti che hanno fatto – malgrado tutto- il loro dovere, ricevono come premio dai vertici societari un pesantissimo ben servito.
Ora il dirigente Acea e il suo stretto collaboratore sono stati rinviati a giudizio per “estorsione e varie aggravanti”. Peraltro all’ing. Messina viene contestato il reato di cui art.610 del CPP ossia “violenza privata aggravata per induzione di dichiarazioni false all’Autorità giudiziaria”, perpetrata nei confronti del responsabile della Security Service spa, Mauro Cangini ed inoltre di calunnia (art. 368 CPP), nei confronti di Diego Lazzari. Nemmeno la denuncia dei fatti all’Assemblea degli Azionisti di aprile 2014 (presente il Sindaco Marino), i numerosi interventi dal Campidoglio e le interrogazioni sono riuscite a smuovere la pervicacia dell’Ad Acea Alberto Irace. Basti ricordare le due iniziative del consigliere PD Athos De Luca e l’interrogazione presentata dai senatori del M5S che ha prodotto l’avvio di un’inchiesta interna del Ministro Alfano che a settembre dovrebbe produrre una risposta/intervento del Viminale.
Per finire l’appalto da 12 milioni. Quasi a farlo apposta il giorno della notifica del rinvio a giudizio allo Studio legale Olivo ed Associati è arrivata a piazzale Ostiense la notizia che il Consiglio di Stato ha messo a posto il “contenzioso” apertosi a seguito dell’esito della gara pubblica da 12 milioni di euro vinto dalla CLSTV Vigilanza a danno della Security Service spa. Due notizie arrivate in contemporanea il 1° agosto l’entrata in servizio della CLSTV, con l’uscita dal 31 luglio della Security Service, le lettere di licenziamento ricevute dal personale della società (padri di famiglia senza lavoro). Risultato finale. Un anno di proroghe alla Security Service che costa all’Acea più di 1 milione di euro. Conclusione. Alberto Irace non ha proceduto cautelativamente alla rimozione dall’incarico del Messina e tanto meno di Tarisciotti. Poco prima dell’arrivo del “rinvio a giudizio” ha comunicato su consiglio degli avvocati la rimozione.

 

SCARICA E LEGGI la pronuncia del Consiglio di Stato/1

SCARICA E LEGGI la pronuncia del Consiglio di Stato/2

SCARICA E LEGGI la pronuncia del Consiglio di Stato/3

SCARICA E LEGGI la denuncia interna sulle anomalie dell’appalto

SCARICA E LEGGI l’interrogazione al Senato del Movimento Cinque Stelle

E dall’Acea, riceviamo e pubblichiamo:

Egr. Direttore,
nella ricostruzione del Presidente dell’Associazione dei Piccoli Azionisti di Acea sulla gestione della security nella nostra azienda, sono presenti vistosi errori e affermazioni non rispondenti al vero, che corre l’obbligo rettificare:
1) L’affidamento del nuovo servizio per la gestione della sicurezza aziendale non ha nulla a che vedere con le riportate verifiche in corso da parte della magistratura. Tale servizio è stato appaltato tramite una regolare gara pubblica, gestita dal nostro ufficio Acquisti e Logistica, di cui l’Ing. Messina e tutte le altre persone citate nell’articolo non fanno parte. Il contratto è stato firmato subito dopo il respingimento dell’ultimo ricorso amministrativo pendente relativo ai provvedimenti monocratici richiesti al Consiglio di Stato, lo scorso 31 luglio. Quindi, massima trasparenza e nessun ritardo da parte di Acea.
2) L’importo di tale appalto non è assolutamente di 12 milioni, ma di 1,4 milioni di euro all’anno per due anni. Sarebbe bastato controllare sul nostro sito internet per verificare il dato.
3) Non c’è stato ad oggi alcun rinvio a giudizio dei nostri dipendenti citati nell’articolo, né è stata fissata la data per l’udienza preliminare. L’inchiesta in corso inoltre scaturisce anche da una denuncia presentata dallo stesso ing. Messina, il quale, venuto a conoscenza di comportamenti ritenuti non corretti da parte di personale interno ed esterno all’azienda, ha ritenuto opportuno interessare l’autorità pubblica.
4) A differenza di quanto affermato nell’articolo, e’ stato  lo stesso ing. Messina, per correttezza e per consentire il miglior andamento delle indagini, a chiedere, in pendenza delle stesse, di essere rimosso dall’incarico ed attualmente ricopre un diverso ruolo nella nostra azienda.
Acea sta seguendo e seguirà con la massima attenzione il prosieguo dell’indagine e attuerà tutte le azioni che riterrà necessarie per tutelare il proprio interesse.
Riassumendo: nessun rinvio a giudizio, un importo di appalto del tutto sbagliato, un collegamento improprio tra questioni (appalto per la security e indagine della magistratura) che nulla hanno a che fare tra loro. Lasciamo ai vostri lettori comparare la verità dei fatti con i toni e i contenuti riportati nei titoli e nel corpo dell’articolo.
Ci chiediamo infine che senso abbia pubblicare, sotto a un titolo poco chiaro che parla genericamente di “bufera” e “rinvio a giudizio per manager”, la foto dei due vertici di Acea, Irace e Tomasetti, generando l’effetto di comunicare un loro ipotetico coinvolgimento in una indagine riguardante fatti antecedenti alla loro nomina e rispetto alla quale sono, per forza di cose, totalmente estranei. Ringraziando per lo spazio concessoci, vi comunichiamo di aver dato mandato ai nostri legali di tutelare l’immagine aziendale da ogni profilo diffamatorio, in ogni sede.

La replica del giornalista Franco Di Grazia

“l’articolo è redatto dal giornalista Franco Di Grazia, per cui ogni riferimento all’Associazione Piccoli Azionisti è impropria e fuori luogo.

Per quanto riguarda il punto 1, la gara per l’affidamento del Servizio di Security privata dell’Acea:

a)  la cifra è stata riportata anche da altre testate giornalistiche (indagini in corso) e dall’interrogazione presentata dai Senatori del Movimento 5 Stelle ai Ministri competenti.

b) Tra l’altro, la cifra citata di 12milioni (come specificato al punto a) secondo quanto risulta agli atti, sarebbe riferita all’appalto della Security Service srl che è costato 4 milioni di euro l’anno (che per tre anni fa 12milioni),  ai quali vanno aggiunti quelli maturati “per proroga” che, superando l’anno, ammontano a più di 1 milione di euro in carico ad Acea SpA.  Inoltre è bene precisare che l’articolo si riferisce al “Capitolato d’appalto” prodotto dal  dirigente responsabile della Divisione Security Acea, “rimasto al suo posto” malgrado le indagini avviate dalla Magistratura in conseguenza di una “denuncia infondata” prodotta dallo stesso ai Carabinieri del Nucleo Operativo dell’EUR.

c) La decisione del Consiglio di Stato fa parte del corredo all’articolo, quindi non si comprende il richiamo alla trasparenza.

d) Il riferimento della notizia riguardo alla “notifica” della chiusura dell’inchiesta prodotta dal PM è un fatto che non può essere smentito. La questione procedurale (art. 415 bis cpp), che prevede la presentazione delle note degli avvocati entro 20 giorni, si aggiunge al fatto che non riguarda il cronista, ma le parti in causa, che si confronteranno nel processo, sugli articoli del codice di procedura richiamati nell’articolo.

e) ritornando alla cronaca dei fatti. E’ super documentato e dimostrato che il Top management Acea ha lasciato gli indagati al loro posto malgrado tutto, assumendosene direttamente la piena responsabilità. L’augurio è che tutto finisca bene senza ulteriori danni per l’azienda e per le persone coinvolte dal “clamoroso pasticcio” prodotto finora”.