La vera “sciabolata artica” arriva sulla Giunta Zingaretti. E’ il Movimento Cinque Stelle che inaugura l’offensiva di primavera contro le spese della Regione Lazio, anticipando una proncuncia del Tar del Lazio. Scrive Gianluca Perilli, capogruppo M5S alla Pisana: “Abbiamo appreso che il TAR ha accolto i ricorsi cui eravamo intervenuti per segnalare la violazione dei limiti di legge da parte della Giunta Zingaretti in merito all’assunzione di dirigenti esterni. In particolare, il TAR ha accertato che 25 dirigenti sono stati assunti da Zingaretti violando i limiti posti dalla legge, causando un inutile aggravio di spesa per le finanze regionali come da noi già denunciato alla Corte dei Conti che già da tempo ha aperto un’istruttoria su questa vicenda. Il TAR conferma quindi che le assunzioni non erano necessarie, come da sempre segnaliamo all’opinione pubblica e che si stanno spendendo inutilmente soldi pubblici. Alla politica dei proclami, ‘dei curricula inviati a Londra’ e delle mezze risposte di Zingaretti noi opponiamo una rigorosa attività di controllo che, come nel caso di questa sentenza, segnala irregolarità e anomalie che non dovrebbero esistere in un’amministrazione che spende milioni di euro per pubblicizzare la propria “attività” e si trincera dietro alla formula “spending review” per giustificare i tagli lineari.”
Non basta. Sempre su assunzioni e spendig review, l’ex consigliere e presidente del Comitato per le autoniomie locali, Donato Robilotta, presenta in anteprima un dossier: “Solo ora ho avuto modo di leggere un po’ di atti del Consiglio Regionale del Lazio, tra cui la delibera 46 del 24 Giugno del 2014 dell’Ufficio di Presidenza con la quale viene aumentata la dotazione organica del personale a disposizione del Presidente del Consiglio delle Autonomie locali del Lazio e non solo.
La cosa ha dell’incredibile. Il 14 Giugno viene eletto il nuovo vertice del Cal, anche e soprattutto grazie all’azione del Presidente del Consiglio che, invece di fare il garante di un organismo costituzionale, ha condotto in prima persona le trattative per eleggere alla Presidenza un suo amico, e dopo solo dieci giorni lo stesso Presidente del Consiglio porta in ufficio di Presidenza una delibera con la quale la dotazione organica del personale di diretta collaborazione del Presidente del Cal passa da tre a cinque addetti, di cui tre possono essere collaboratori esterni”.
Secondo Robilotta, “per garantire non solo un certo equilibrio politico ma soprattutto un largo consenso, la stessa delibera prevede l’aumento da cinque a sei della dotazione organica della segreteria tecnica del Presidente del Consiglio, da quattro a cinque delle strutture di diretta collaborazione dei Presidenti delle commissioni permanenti e del Comitato regionale di controllo contabile e da tre a cinque di quelle degli organi di controllo e garanzia, tra cui viene annoverato il Cal ma anche i garanti ed altri comitati”.
In sintesi, “un aumento consistente di oltre dodici unità di personale, tenendo conto che le commissioni consiliari sono nove, compresa quella del controllo contabile, che è esattamente il contrario della spending review tanto pubblicizzata. Subito dopo la mia nomina al vertice del Cal nel Maggio del 2013 contro le strutture di diretta collaborazione del Presidente e dei due vice si scatenò una vera e propria tempesta e con la legge sulla spending review, la n. 4 del 2013, furono cancellate le strutture a supporto dei due vice e mantenuta solo quella a supporto del Presidente, con tre addetti alla segreteria. Appena sono andato via io la spending è terminata e todos caballeros”.
E Robilotta sostiene di avere anche dalla sua il diritto: “Nel leggere però le carte ho seri dubbi sulla validità giuridica della delibera in questione, perché proprio la legge regionale 4 del 2013, con l’articolo 14 comma 4 lettera f), modifica l’articolo 37 della lr 6/2002 (disciplina del sistema organizzativo della giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) prevedendo con la lettera cbis) al comma 4 “la presenza all’interno delle strutture di diretta collaborazione di cui al comma 1 di tre collaboratori scelti anche tra esterni all’amministrazione nella misura massima di due unità. Il regolamento di organizzazione cui è demandata dalla legge la disciplina e l’organizzazione delle strutture previste non può superare la legge e quindi in questo caso specifico in cui il numero del personale da assegnare alle strutture in questione è previsto dalla legge stessa il regolamento non può superare questa previsione. Resto molto perplesso del fatto che gli uffici competenti non abbiano sollevato dubbi sulla regolarità tecnico amministrativa della delibera”.
E conclude: “Ho inviato una mail al Presidente della Regione e ai suoi collaboratori per chiedergli di valutare le carte ed intervenire eventualmente per annullare in autotutela la delibera in questione, visto che è lui il rappresentante legale dell’Ente, perché c’è il serio rischio che gli atti conseguenti sia nulli e che eventuali assunzioni possano aver causato danno alle casse pubbliche. Ma alla mia mail è seguito solo un silenzio assordante”.
