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Crack Eur Spa, pronti alla svendita. “Sul mercato anche gli edifici storici”

Gli azionisiti, Ministero dell’Economia e Comune hanno modificato lo statuto sociale: “Alienabili anche i beni del patrimonio storico”. A privati potrebbero finire i gioielli dell’architettura razionalistica per rimpinguare le casse della società

Il presidente Borghini aveva definito la vendita del patrimonio immobiliare di Eur Spa “extrema ratio” per salvare la società dal fallimento, e ora la lancetta del timer che segna il countdown verso la svendita ha fatto un grosso salto in avanti. L’Assemblea degli Azionisti, ministero dell’Economia e Roma Capitale, riuniti in seduta straordinaria ha infatti modificato lo Statuto aggiungendo la possibilità di alienare anche beni del patrimonio storico che comprende il Colosseo Quadrato, già concesso in affitto alla maison Fendi, i palazzi che ospitano la sede dell’Inps e del museo Pigorini.

Il paventato passaggio di mano ai privati dei capolavori dell’architettura razionalistica della città di marmo sembra quindi sempre più probabile. Una svendita che aveva suscitato più di un grido dall’allarme, poi soffocato proprio da quella clausola inserita all’articolo 4 dello Statuto sociale che tutelava la proprietà pubblica dei  beni architettonici. Una clausola che ora, a quanto si apprende, non vincola più la società nata proprio per valorizzare il quartiere nato per l’esposizione universale del 1942, e divenuto poi zona residenziale della Roma Bene e sede di uffici e società multinazionali.
Poi il mega progetto della Nuvola di Fucksas e la macchina si intoppa. I ritardi bloccano la vendita dell’hotel La Lama che avrebbe dovuto finanziare i costi dell’avveneristico centro congressi dell’archistar. I costi salgono oltre il livello di sostenibilità, fino alla drammatica richiesta del presidente Borghini di una seduta straordinaria dell’assemblea degli azionisti. La contabilità segna un drammatico rosso di 50 milioni di euro di debiti, mentre altri 50 milioni sono necessari per ultimare la realizzazione dell’opera e altri 30 per i parcheggi.

Il concordato in bianco prorogato fino ad aprile 2015 mette sul piatto due possibilità: il piano di ristrutturazione per scongiurare il fallimento e prevede o la ricapitalizzazione da parte dei soci per almento 133 milioni di euro o l’alienazione di beni di proprietà dell’ente. Eventualità ora sempre più probabile.
La società potrà vendere direttamente allo Stato gli immobili che fino ad ora sono stati dati a quest’ultimo in locazione. Questa operazione, ora possibile grazie alla modifica dello statuto, nel caso si decidesse di portarla avanti, dovrebbe essere finalizzata entro il mese di aprile, e consentirebbe, quindi, di studiare un piano di ricapitalizzazione di Eur Spa da parte dello Stato che, non pagando più affitti per gli immobili, verserebbe in cambio la somma equivalente al fine di ricapitalizzare la società. Se però il Mef, socio di maggioranza, decidesse in tutti i casi di versare nuovi fondi ad Eur Spa, l’operazione di dismissione non sarebbe più necessaria.