Quattro anni e quattro mesi di reclusione. E’ la pena chiesta dal pm Luca Tescaroli per lo stilista romano Gai Mattiolo, che di fronte ai giudici della decima sezione del tribunale di Roma risponde dell’accusa di bancarotta. L’udienza è stata rinviata a marzo e la sentenza dovrebbe arrivare il prossimo mese. La vicenda riguarda il contratto di licenza per lo sfruttamento commerciale dei marchi ‘Gai Mattiolo’ in Italia e all’estero, stipulato tra la ‘Gai Mattiolo sa’ e la ‘Gai Mattiolo spa’ il 3 gennaio 2002 per un valore di 5.013.275,53 euro rappresentato dalle royalties pagate e accantonate nelle contabilità dai licenziatari ad eccezione di quelle versate, a qualsiasi titolo, alla ‘Fashiontrend spa’ in liquidazione, a partire dal secondo semestre 2006.
Oltre allo stilista l’accusa ha chiesto la condanna per il suo avvocato di fiducia Giancarlo Tabegna (4 anni 8 mesi), mentre per Franco Sciunnache è stata richiesta una pena di 2 anni e 6 mesi. Un anno e due mesi, invece, sono stati chiesti per Christian Goeccking e Alain Jordy. Richiesta di assoluzione, infine, per Giada Mattiolo, Attilio Vaccari e Alessandro Nicolais. Gli imputati, insieme a Gai Mattiolo sono accusati -a vario titolo- di bancarotta preferenziale, reati finanziari e appropriazione indebita.
