Bollo auto, Mario Turco (M5s): “Operazione di propaganda, il governo chiarisca sulla copertura”
Il taglio del bollo auto rischia di aprire un nuovo fronte di scontro sul PNRR. A sollevarlo è Mario Turco, senatore del Movimento 5 Stelle, che parlando ad Affaritaliani mette in relazione la scelta del governo di utilizzare risorse non spese del Piano con l’allarme lanciato nelle scorse settimane da Matteo Salvini sul rischio di stop per numerosi cantieri a causa dell’aumento dei costi. “Salvini lamentava che ci sarebbero migliaia di cantieri a rischio fermata per il caro prezzi. E allora come mai non hanno utilizzato i residui del PNRR per colmare l’aumento dei prezzi e non fermare cantieri già avviati? Come mai risorse che dovevano essere destinate a migliorare le infrastrutture o a ridurre i divari territoriali dell’Italia sono utilizzate per coprire spesa corrente, a danno di regioni e degli stessi cittadini che avranno meno servizi sul territorio? E come mai non sono stati utilizzati 13 miliardi del Pnrr per la realizzazione del Ponte sullo Stretto?”, si chiede Turco.
È questo, per il senatore pentastellato, uno dei punti più controversi dell’operazione annunciata dal governo che rappresenterà sì “un sollievo per una parte degli italiani”, ma allo stesso tempo “si tratta di una misura circoscritta e selettiva, su cui resta il nodo delle coperture”. “Non si comprende con quali risorse il governo intende renderla strutturale. Il bollo auto è un tributo regionale e, se l’esenzione dovesse essere confermata anche negli anni successivi al 2027, bisognerà individuare una copertura stabile per compensare le minori entrate. Il carico sarà sui cittadini, che riceveranno meno servizi dalle Regioni, come quelli della sanità”, afferma Turco.
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“Il piccolo sollievo rischia di essere già assorbito dalla pressione fiscale e dall’aumento del costo della vita che le famiglie italiane hanno già subito. Ricordo che nel 2025 la pressione fiscale ha raggiunto il 43,1% del PIL, che i salari non hanno recuperato la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione, con un gap ancora da recuperare del 7%, e che recentemente la BCE ha alzato i tassi di 25 punti base, il che comporterà maggiori oneri per famiglie e imprese. Infine, il governo ha fatto ben poco per contrastare il fiscal drag, l’inflazione e soprattutto il caro carburanti“, sottolinea il senatore. Pertanto, lo stop al bollo auto rappresenta sì una risposta, seppur tardiva, all’emergenza del caro prezzi, “ma non assolve il governo Meloni dall’incapacità di gestire questa fase di aumento dei prezzi per le famiglie”.
Un ragionamento che Turco conclude senza sconti: “Meloni dovrebbe rispondere a una domanda semplice: chi pagherà questa operazione negli anni successivi al 2027? Prima di celebrare la cancellazione del bollo, il governo dovrebbe chiarire agli italiani e alle Regioni quale sarà la copertura strutturale di questa operazione di propaganda”.


