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La generazione dei senza lavoro. Allarme giovani, metà disoccupati

Chiudono i negozi e peggiora la manutenzione di strade e spazi pubblici. Gli effetti della crisi nell’analisi elaborata dal Censis: tra il 2008 e il 2012 il tasso di occupazione è sceso al 61%, ma i più colpiti sono i ragazzi che non riescono a trovare spazio nel settore produttivo. Aumenta la popolazione della città e della provincia, ma sono soprattutto stranieri i nuovi residenti. L’identikit dei nuovi romani

Peggiora la qualità della vita in città. Lo hanno denunciato quasi due terzi dei cittadini intervistati dal Censis. Dall’inizio della crisi sono diminuiti i servi locali così come la manutenzione e la pulizia di strade e spazi pubblici. Ma il vero allarme viene dai dati sull’occupazione: i giovani senza lavoro sono quasi raddoppiati in solo cinque anni.

Tra il 2008 e il 2012, il tasso di occupazione a Roma è sceso dal 62,6% al 61%. La crisi ha colpito particolarmente i giovani, infatti, il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 27,6% del 2008 al 40,1% del 2012. L’allarme suona dalla lettura dei dati contenuti nella ricerca elaborata dal Censis e dalla Rete urbana delle rappresentanze relativa ad “Un’agenda urbana per Roma”.
Mentre chiudono i negozi, aumenta la popolazione residente, in crescita del 2,8% dal 2001, ma con i dati della provincia la crescita è del 19,6% sfondando quota 4 milioni. La crescita si deve sopratutto agli stranieri, un vero e proprio boom di stranieri a tre cifre: +128%. “Dati – come ha spiegato il direttore del Censis, Giuseppe Roma – che confermano come Roma sia una città con una notevole forza attrattiva”. Ma se aumentano i residenti, quasi la metà dei romani vorrebbe andare a vivere altrove: il 41% dei cittadini dichiara di essere attratto dalla prospettiva di andar via dalla Capitale: il 13% per le opportunità di lavoro, l’11% per servizi migliori, l’8% per un costo della vita minore o maggiore sicurezza.
Più “tecnologico” e più attento ai consumi energetici. Ma meno informato e attento alla raccolta differenziata e meno abituato a muoversi in bicicletta. Ecco l’identikit del nuovo romano: il 55% dei romani utilizza un computer portatile, mentre la diffusione dello Smart phone riguarda il 37% dei romani e del tablet il 22%. Le dotazioni tecnologiche dei romani, in generale, sono superiori alla media nazionale e solo il 41% dei romani si mette in fila allo sportello, mentre il 45% utilizza la domiciliazione bancaria delle bollette e il 7% effettua i pagamenti online.
Oltre la metà dei giovani si informa su internet per conoscere gli orari e i percorsi degli autobus. Sul fronte dei consumi energetici, a Roma il 15,4% delle famiglie dichiara di aver effettuato un intervento sugli impianti domestici negli ultimi tre anni, quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Mentre oltre 90mila famiglie sono intenzionate a ristrutturare la propria abitazione soprattutto nell’ottica di ridurre i consumi. Sul fronte rifiuti, oltre un terzo dei romani considera insufficienti le informazioni ricevute sulla raccolta differenziata e ben un quarto dei romani si dichiara sostanzialmente disinformato. Beve abitualmente acqua del rubinetto solo il 52,5% dei romani e solo il 16% utilizza la bicicletta per muoversi anche saltuariamente.