di Alberto Berlini
“Posso venirti incontro, insomma, poi per le bollette facciamo un forfettario, ma il prezzo della stanza è questo. Non posso di meno, qui nella zona siamo tutti allineati”. Quattrocentocinquanta euro, 10 metri quadri in cui entrano un letto, una armadio, una scrivania, finestra sul muro della casa adiacente. “Per me è come una tana, sapessi come si dorme bene”.
Muoversi nel mercato degli affitti romano è l’occupazione di tanti studenti e lavoratori che trovandosi in una città deserta cercano di fare un affare prima che ad agosto arrivi la nuova stuola di matricole. Il mercato ha le sue leggi: più domanda, il prezzo dell’offerta cresce. L’estate dovrebbe essere il momento migliore per strappare un appartamento con un rapporto qualità/prezzo da far invidia ad amici e conoscenti.
Coccolando l’idea di fare una sorpresa agli amici di ritorno dalle vacanze in occasione della prima cena settembrina il cronista di Affaritaliani.it si mette alla ricerca del colpo di genio e trovare una “reggia low cost”. Dall’iscrizione ai numerosi siti di annunci alla prima chiamata passa meno di un’ora. La città pullula di stanze, se non di interi appartamenti in cerca di nuovi inquilini. L’asticella da non superare è 500 euro, spese incluse. Risultati della ricerca: 9350 annunci.
La cronaca di un mese di visite ad orari pausa pranzo/cena ricalca lo stesso identico canovaccio, ma con variazioni sul tema indicative di una crisi quanto mai arrivata al massimo della sua incisività. Tutti hanno fretta e una enorme paura di arrivare alle prime scadenze delle tasse autunnali senza un reddito bonus su cui contare.
L’identikit di chi affitta è lo specchio di una Roma in difficoltà: sono pensionati che non arrivano a fine mese, padri di famiglia con una casa troppo grande dopo che moglie e figli sono andati a vivere altrove, madri con mariti che disoccupati non mandano più l’assegno di mantenimento. Tutti con lo stesso sorriso di malcelata disperazione e la faccia di chi ripone nel nuovo ospite l’occasione per respirare.
“Guardi questa è la casa, vede, giardino e piscina. Ci vivo con il mio domestico però sa con 700 euro di pensione al mese come faccio a mantenere tutto questo?”. La villetta è appena fuori Gra, e la stanza è ancora sfitta per chi fosse interessato. Stesso prezzo, 500 euro per una stanzetta piano terra alle spalle di Monteverde. “Questa è casa mia ma non posso più permettermi di viverci. Vorrei trovare qualcuno che sia rispettoso delle mie cose che lascio qua nel salotto, sa non saprei neppure dove metterle”. Così dicendo apre la porta di un salotto occupato da una libreria così grande da contenere i ricordi di una vita.
Si cambia zona, stesso budget a disposizione, case di nuova costruzione, famiglie smembrate. Lui affitta la stanza dell’appartamento per pagare l’assegno di mantenimento a lei, che con la figlia abita in un’altra casa, dove vive da un anno una studentessa tedesca. “C’è anche un’altra stanza che non ho messo sull’annuncio, e poco più di uno sgabuzzino, ma lo scorso anno un ragazzo mi ha detto che si dormiva benissimo”. Prezzo affare a 250 euro a due passi da Ponte Milvio.
I dati statistici forniscono un quadro oggettivo di una esperienza vissuta sul campo, per quanto limitata. Il mercato degli appartamenti a noleggio aveva tenuto fino all’inizio dell’anno, ma dall’inizio del 2013 c’è stato il tracollo, con prezzi dei canoni che si sono abbassati anche del 30%. Si salvano solo le zone universitarie, ma per il resto sono tante le case a rimanere vuote, con spese che per i proprietari si annunciano difficilmente sostenibili anche a causa della nuova service tax annunciata dal Governo. Per chi vuole fare affari basta saper aspettare, in quello che si prefigura come un gioco al ribasso. Un massacro economico per chi era sicuro di una rendita e per chi non ha tasche per acquistare.

