Aveva un vero e proprio tesoro, appeso alle pareti della cucina, ma non lo sapeva. Due dipinti dei maestri impressionisti Gauguin e Bonnard, stimate svariati milioni di euro, sono stati per anni in casa di un operaio della Fiat appassionato di opere d’arte che li aveva acquistati, per appena 45mila lire, ignaro del loro valore e provenienza, ad un’asta bandita dalle Ferrovie dello Stato per vendere gli oggetti dimenticati a bordo treno.
I due dipinti, entrambi oli su tela sono una “natura morta con frutta su un tavolo ed un piccolo cagnolino” datato 1889, a firma di Paul Gauguin, quotata 15-30 milioni di euro, e una “fanciulla seduta in giardino” a firma Pierre Bonnard, un’opera stimata in 600mila euro. Entrambi furono rubati a Londra negli Anni ’70 ma il ladro non era riuscito a piazzarli decidendoli di abbandonarli sul treno. Solo ora sono stati ritrovati dai Carabinieri dei Beni Culturali.
Una delle tele, il Gaugain è stata danneggiata al momento del furto. I ladri per toglierla dalla cornice ne hanno infatti tagliato alcuni centimetri: dell’originale “Fruits sur une table ou nature au petit chen” che misurava 49 centimetri per 54 ne rimangono 46,5 centimetri per 53.
Annunciata anche la nuova app “iTpc”, realizzata dal comando carabinieri tutela patrimonio culturale: permetterà ai cittadini di aiutare i militari nella lotta al traffico delle opere d’arte. L’applicazione permette di consultare i bollettini delle ricerche delle opere d’arte trafugate ed è dotata di una funzione di ricerca visuale, che consente al cittadino di scegliere un’immagine e di riconoscere, in tempo reale, le opere rubate, attraverso comparazione di immagini con quelle contenute in un archivio informatico dedicato. Quindi permette di creare l’Object ID (documento dell’opera d’arte) una sorta di carta d’identità del bene, custodita dal legittimo proprietario fondamentale in caso di furto.




