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Spedirono una bomba a Equitalia. All’alba decapitati gli anarchici Fai

Stretta nelle indagini sulla serie di attentati a banche e sportelli Enel degli ultimi anni a Roma e a Frascati. I carabinieri del Ros e del Comando Provinciale hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e diverse perquisizioni contro esponenti della struttura eversiva denominata Federazione Anarchica Informale-Fronte rivoluzionario internazionale. L‘attentato più eclatante fu la spedizione di un ordigno nella sede della società di riscossione che ferì nel dicembre 2011 il direttore generale Marco Cuccagna. LA GALLERY

Dopo una serie di indagini, il Ros e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica Capitolina, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni nei confronti di soggetti appartenenti alla struttura eversiva Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale, ritenuti responsabili di una serie di attentati e danneggiamenti ai danni di istituti di credito, esercizi commerciali e sedi periferiche di Enel ed Eni, compiuti in provincia di Roma negli ultimi tre anni.

video roma bombe

Secondo gli inquirenti gli indagati sarebbero gli autori di una serie di operazioni terroristiche, culminate con il pacco bomba contro la sede di Equitalia nel dicembre del 2011 che ferì il direttore generale Marco Cuccagna. Tra gli attentati addebitati al gruppo vi sono anche una minibomba davanti alla sede del Monte dei Paschi ai Prati Fiscali. Quindi 5 litri di liquido infiammabile nel negozio Enel Green Power di Frascati, seguito nel luglio 2012 da tre molotov contro le sedi di Unicredit e Banca Nazionale del Lavoro.


Gli indagati sono il 29enne di Frascati G.I. e il 26enne di Albano Laziale A.A., entrambi incensurati. In particolare il Dna del 29enne è stato rinvenuto sugli ordigni utilizzati negli attentati del luglio 2012 ai danni degli istituti di credico Unicredit e Bnl di Frascati, ed inoltre, sulla bomba inesplosa ritrovata nel dicembre 2012 davanti alla BCC di Genzano. Gli indagati appartengono alla stessa rete indicata come l’autore del ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, gambizzato a Genova nel maggio del 2012.