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Muore di sete la Passeggiata del Gelsomino: piante secche a due passi da San Pietro

Manutenzione verde di nuovo nella bufera sui social. Anche la romantica Passeggiata del Gelsomino affacciata sul Cupolone diventa virale dopo la morte dei profumanti rampicati. Si allarga la mappa degli arbusti secchi della città. La polemica, dopo il taglio degli alberi e le piazze assolte si sposta sul malfunzionamento degli impianti di irrigazione. Arrivano le autobotti

Muore di sete la Passeggiata del Gelsomino: piante secche a due passi da San Pietro

Le foglie morte cadono a mucchi, come i ricordi e i rimpianti e il vento del nord le porta via nella fredda notte dell’oblio. Quei versi immortali di Les feuilles mortes – scritti da Jacques Prévert nel 1945 e musicati da Joseph Kosma – risuonano nelle calde giornate di fine estate lungo la Passeggiata del Gelsomino, il romantico percorso sopraelevato che si affaccia sul Cupolone. Sì, perchè la promenade capitolina di circa un chilometro che segue parallelamente i binari della ferrovia del Vaticano si è già tinta dei colori caldi dell’autunno: le foglie dei gelsomini rampicanti piantati nei grandi vasi lungo il percorso sono imbevuti dei tipici colori autunnali già da alcune settimane. Non si è trattato di uno scherzo della natura che, ultimamente, ci sta abituando a repentini cambiamenti climatici. Il pot-pourri di foglie e fiori avvizziti sono l’indizio di una dimenticanza sconcertante: la mancanza di acqua.

Muore di sete la Passeggiata del Gelsomino: piante secche a due passi da San Pietro
Uno scatto verso sera alle piante di gelsomino in fila lungo la passeggiata creata nel 1929 per collegare il Vaticano con il Regno d’Italia (foto di E.S.F.)

La passeggiata per toccare il Cupolone

Realizzata nel 1929 per creare un collegamento lo Stato Pontificio ed il Regno d’Italia dopo i Patti Laternensi, la Passeggiata del Gelsomino aveva inizialmente la funzione di passaggio di approvvigionamento. Dopo circa trent’anni dalla realizzazione – era nel 1962 – il pontefice Giovanni XXIII l’attraversò nel pellegrinaggio verso Assisi e Loreto. Tra i luoghi più fotografati della Capitale, la sua fortunata posizione consente immortalarsi nel gesto di toccare, simbolicamente, la cupola di San Pietro.

La riqualificazione del 2025

Piante ornamentali tipiche della macchia mediterranea, pavimentazione ecosostenibile in sanpietrini di riuso e beola, nuove ringhiere di sicurezza ed un impianto di illuminazione notturna interamente alimentato da pannelli solari. L’operazione per riqualificare la Passeggiata del Gelsomino in occasione del Giubileo del 2025 prometteva bene. Nel progetto, persino una nuova pista ciclabile di un chilometro e mezzo direttamente collegata a quella di cinque chilometri che va da Monte Mario a Monte Ciocci.

La rabbia sui social

La breve storia triste dei gelsomini ha trovato sui social ampio spazio. Tra i primi a denunciare la situazione, l’ex presidente del Municipio XIII – Daniele Giannini – che ha documentato con immagini video la passeggiata inaridita. Il reel – che ha richiamato anche il momento dell’inaugurazione del luogo in un video del Sindaco Roberto Gualtieri – mette in evidenza, nonostante la recente riqualificazione, l’assenza di un funzionante impianto di irrigazione. Il caldo estremo dell’estate ha – senza ogni dubbio – dato il colpo di grazia. Ma, va da sé, che oggi sia troppo tardi per porre rimedio. Migliaia sono i commenti online sui gelsomini morti, chiamando in causa anche l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, che ha spesso contestato gli attacchi con azioni significative, come annaffiare lei stessa le aree verdi della Capitale.

Muore di sete la Passeggiata del Gelsomino: piante secche a due passi da San Pietro
L’autobotte a Piazza Dunant per innaffiare la nuova grande aiuola spartitraffico (foto E.S.F.)

La mappa degli arbusti riarsi

Sul cosiddetto “pollice verde” della giunta capitolina si sprecano osservazioni sui social. Tanti i gruppi dei comitati di quartiere attivi online sulla drammatica situazione delle aree “ex” verdi della Capitale. Dal polverone sul taglio dei cipressi ornamentali del Mausoleo di Augusto, all’abbattimento degli alberi in numerosi quartieri della città, dai parchi per i piccoli ai grandi vasi dell’assolata Piazza Risorgimento, oggetto di un servizio della CNN. Sotto il tiro dei social anche le nuove piante che hanno sostituito quelle tagliate, in molti casi sofferenti dopo poche settimane. C’è chi – con macabra ironia – ha affisso sui tronchi dei giovani alberi agonizzanti vicino a Piazza della Repubblica piccoli manifesti mortuari. Tra le eccezioni, anche l’irrigazione mal funzionante in molte aree della città. Si corre ai ripari. A Piazza Dunant, nel quadrante gianicolense, si vede spesso un’ autobotte impegnata ad innaffiare l’aiuola spartitraffico recentemente realizzata.