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Coronavirus
Covid, Cts: bollettino resti invariato. Galli: "Cambiarlo? Una sciocchezza"

Bollettino Coronavirus, secondo il Cts in una fase ancora acuta dell'epidemia sarebbe troppo rischioso limitarsi a un report settimanale

Il bolettino che conteggia  i casi di Covid in Italia deve rimanere così com'è. Sarebbe questo, secondo quanto si apprende da Agi e Ansa, l'orientamento espresso, nel corso della riunione di oggi, dal Comitato tecnico scientifico, in merito alla richiesta delle Regioni di modificare le modalità con le quali vengono conteggiati i pazienti Covid negli ospedali.

Posizione che conferma di fatto la tesi dell'intervista di Affaritaliani.it a Edgardo Valerio, medico igienista noto per aver diretto il Dipartimento di Prevenzione presso ASL Milano 1, che sui numeri ufficiali ha sempre avuto molti dubbi. Secondo Valerio, proprio ora che siamo vicini al picco, "non possiamo cambiare i parametri". Sarebbe troppo rischioso. (Leggi qui l'intervista completa). 

Secondo fonti interne, il Cts avrebbe infatti escluso la possibilità di depennare dal bollettino tutti i casi positivi asintomatici, seguendo in questo le indicazioni espresse ieri dall'Iss e rilevando che tutti i Paesi, nonche' l'Ecdc e gli altri organismi internazionali, conteggiano tutti i casi positivi a prescindere dalla situazione sintomatica.  I tecnici avrebbero invece aperto alla possibilità di segnalare a parte, come chiesto dalle Regioni, i ricoverati positivi asintomatici e in ospedale per altri motivi rispetto ai ricoverati Covid. Non si sarebbe arrivati comunque a un parere formale sul punto.  

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La posizione del Cts è stata confermata anche da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che in una nota ha dichiarato: "La proposta di introdurre un nuovo sistema per conteggiare i pazienti Covid in ospedale è "inadeguata e rischiosa per ragioni cliniche e inapplicabile per ragioni organizzative. Serve solo ad evitare restrizioni. Tanto vale togliere il sistema delle Regioni a colori", sottolineando che la proposta di cambio di contabilizzazione separata tra pazienti ospedalizzati per Covid-19 e pazienti ricoverati per altre patologie, con infezione da Sars-CoV-2 ma asintomatici per Covid-19 porta a "sottostimare il reale sovraccarico degli ospedali". 

Sul possibile cambiamento dei parametri sui ricoveri Covid anche l'infettivologo Massimo Galli ha espresso tutto il suo disappunto. "E' una banale stupidaggine cambiare i parametri per i ricoveri, dal punto di vista epidemiologico i pazienti vanno gestiti nello stesso modo in ospedale. Non può essere messo un paziente positivo, anche se non ha la polmonite, con gli altri. Sembra quasi una mossa per volere sottolineare che siamo di fronte a una infezione più blanda. Invece non è così. Omicron può provocare comunque malattia grave e tanti infettati portano molti morti", ha detto Galli. 

Parere di segno completamente opposto a quello del collega Matteo Bassetti che solo pochi giorni fa a Radio Cusano Campus aveva dichiarato: "Questa modalità di gestione del Covid deve cambiare. Non dobbiamo continuare a contare come malati di Covid quelli che vengono ricoverati per un braccio rotto e risultano positivi al tampone. Bisogna anche finirla col report serale, che non dice nulla e non serve a nulla se non mettere l'ansia alle persone, siamo rimasti gli unici a fare il report giornaliero". 

Ma non solo. In onda su La 7 Bassetti aveva lanciato anche la proposta di creare "un'area Covid per gli asintomatici all'interno dei singoli reparti", ribadendo che "bisognerebbe fare anche meno tamponi, non sappiamo che cosa stiamo creando: sembra un sistema perverso, da cui non riusciamo a uscire. Dobbiamo trattare tutti gli sintomatici allo stesso modo, e cambiare atteggiamento con gli asintomatici". 

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