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Costume
Djerba, la ministra del Turismo: "La Tunisia è un Paese sicuro"

Di Harry Di Prisco

Flaubert diceva di Djerba «l'aria è così dolce che rende immortali». Ed è proprio l’isola di Djerba, la più grande di tutto il nord Africa che si trova nel golfo di Gabès,  la perla del mediterraneo  per la terra tunisina. Essa è davvero un luogo da sogno. Bellissima, con spiagge di sabbia fine e bianca che cingono un mare cristallino impareggiabile. Il clima  è ottimo in ogni periodo dell’anno: è mite e piacevole perché la colonnina del termometro non raggiunge mai livelli troppo alti. Qui la natura è incontaminata nonostante il forte afflusso turistico.  

Tante sono le cose da visitare e vedere in quest'isola: a partire dal suo capoluogo Houmt Souk, con i suoi Menzel, ovvero le casette bianche a forma di alveare delimitate da un frutteto chiuso da muretti; le moschee; il parco  Djerba Explore, ricco di oltre mille coccodrilli; gli eleganti fenicotteri. Si prosegue con la marina, con il suo porto dei pescatori, il paesino di Guellala, conosciuto per il suo artigianato e la mostra permanente, che permette ai visitatori di conoscere le abitudini, gli usi e la cultura tradizionale; nei villaggi di Hara Kbira e Hara Srira, si respira un'aria indigena. Da non perdere le escursioni, come la visita a Ras Rmel, oltre a una delle tante gite organizzate in barca, oppure a una di quelle nel deserto tunisino alla volta di Tozeur e Douz. Per le escursioni è necessario un abbigliamento pratico e un bagaglio leggero. I viaggi nell'entroterra tunisino, piuttosto brullo, sono un qualcosa di diverso rispetto alla vacanza all'insegna del relax sulle spiagge di Djerba, ma sono entrambe avventure da prediligere come quella di una notte in tenda in pieno deserto.

Agli uliveti si alternano case imbiancate a calce. A volte si notano qua e là greggi di capre, o si possono incrociare uno o due dromedari riparati sotto le splendide palme. Non solo spiagge a Djerba, vi è diffusa anche un’atmosfera religiosa nelle circa 200 moschee distribuite nell’isola che attirano molti turisti per le loro strutture finemente decorate.

Pellegrinaggio alla Ghirba

Da visitare è sicuramente la sinagoga più importante del Mediterraneo, La Ghirba, costruita nel VI secolo, ospita all’interno un museo dove i molteplici oggetti religiosi ed i cilindri d’argento che custodiscono un esemplare della Torah scritta su pelle di gazzella, riescono perfettamente a testimoniare la presenza di un’antica comunità ebraica. Restando in tema di cultura dell’isola, tappe fondamentali sono: la maestosa fortezza Borj el-Kebir, edificata nel XV secolo dal sultano Abou Farès per difendersi dalle invasioni; ed il Museo delle Arti e delle Tradizioni popolari, nel quale sono conservate numerose testimonianze delle radici e della cultura come gioielli, ceramiche e costumi.

Siamo in giugno ed è doveroso, per chi va in Tunisia, a Djerba, vivere le giornate ebraiche di casa da secoli. Ci riferiamo al pellegrinaggio che ogni anno fanno alla Sinagoga El Ghriba, gli ebrei tunisini in primo luogo e tutti gli altri provenienti da ogni parte del mondo per ritrovarsi e pregare in uno dei più antichi templi d’Africa. Il nome estroso significa “la straniera misteriosa” in ricordo della leggenda della bella e virtuosa ragazza che abitava nel villaggio, colpita da un fulmine: trovò la morte, ma per prodigio, rimase sempre bella come era. Allora si stabilì che la Sinagoga sorgesse là dove dormiva. Gli abitanti di Er Riadh  sono i custodi di una delle Torah più antiche e preziose del mondo, conservata all’interno della meravigliosa sinagoga di El Ghriba, tra archi blu, vetri colorati e pareti tappezzate di splendide maioliche. Le fonti storiche fanno risalire il primo insediamento ebraico di Er-Riadh al 586 a.C., in seguito alla distruzione del grande Tempio di Gerusalemme,  si racconta che la Sinagoga sia stata costruita utilizzando proprio le pietre delle rovine del Tempio. Oggi El Ghriba è la meta di migliaia di pellegrini ebrei, dalla Tunisia, dal Marocco, dall’Italia e dalla Francia, passeggiando tra le viuzze del piccolo borgo si respira davvero un’atmosfera di grande sacralità. In occasione dell’incontro di quest’anno, avvenuto come sempre il 33° giorno dopo la Pasqua ebraica, la comunità tunisina si è vista ancora una volta ben integrata nella società facendo riuscire molto bene l’evento con la presenza di circa 2500 ebrei e di tre ministri del Governo Tunisino.

La sicurezza è la priorità numero uno

La minaccia del terrorismo è una questione internazionale e, dunque, occorre che la comunità mondiale la isoli attraverso una buona cooperazione tra stati, specie nel Mediterraneo. Bisogna mostrare che non si ha paura e rafforzare le relazioni economiche, soprattutto adesso. «La sicurezza è per noi la priorità numero uno: abbiamo attivato sistemi di sorveglianza elettronica avanzati e facciamo parte della coalizione internazionale per la lotta al terrorismo - spiega Abdelatif Hamam, Direttore Generale dell’Ente del Turismo Tunisino - oggi possiamo dire che il Paese è sicuro e pronto a ricevere i tanti italiani che da sempre trovano nella Tunisia la meta ideale per le proprie vacanze: il legame che unisce le nostre nazioni è storicamente e culturalmente forte e siamo convinti che si debba lavorare insieme a un progetto di cooperazione. Abbiamo investito molto nella sicurezza, ma parallelamente stiamo anche lavorando sulla qualità del prodotto, sui collegamenti aerei e su un’offerta alberghiera sempre più ampia da proporre ai visitatori».

La ministra del Turismo tunisino Salma Elloumi Rekik, dal canto suo, nel corso di un incontro con i giornalisti,   ha  trasmesso un messaggio di pace: «La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente».  Continua  Salma Elloumi: «Certamente la situazione in Libia - spiega - non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in Paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c'è nessun problema di sicurezza in Tunisia, con i tedeschi abbiamo preparato un “manuale” che presto verrà diffuso in tutti gli hotel, i caffè e in tutte le strutture turistiche del Paese, se non verranno rispettate le norme di sicurezza si arriverà alla chiusura dell’esercizio».

 

                                                  L’oggi e il domani della Tunisia

 

 Sentiamo ora le proposte dei diretti interessati, gli operatori del settore, secondo Adel Chouat, general manager della Blue See Viaggi, un tour operator  tunisino che programma dall’Italia la Tunisia da oltre dieci anni, offrendo vari pacchetti (Djerba, Monastir, Hammamet, Sousse e i tour nel deserto e archeologici): «Per questa stagione ci avviamo fiduciosi  con due voli charter da Verona e Milano per Monastir e Djerba, dopo avere verificato un livello di sicurezza abbastanza alto che ha permesso la ripresa di vari mercati Europei come:  Germania, Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Russia». Ma quali sono le proposte per il futuro ? «Contiamo sugli agenti di viaggio - precisa Chout - che devono credere nella destinazione e cominciare a pubblicare le offerte nelle loro vetrine, specialmente quelli che hanno preso parte agli educational ed hanno quindi il  compito di trasmettere la loro sensazione positiva ai colleghi che non hanno potuto partecipare, anche utilizzando i vari gruppi facebook e social media a cui sono iscritti. Dal  Governo Tunisino - conclude Adel Chouat - ci aspettiamo delle campagne pubblicitarie al fine di invogliare i viaggiatori ad andare in Tunisia; inoltre, noi di Blue See Viaggi, stiamo creando nuovi pacchetti “Tunisia non solo mare, ma anche arte, storia, cultura e festival” e degli eventi particolari con personaggi internazionali molto famosi che possono portare i loro fans a seguirli direttamente in Tunisia».  

 

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